Amo il mio lavoro di assistente ai ragazzi con bisogni speciali

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Amo il mio lavoro di assistente ai ragazzi con bisogni speciali

E’ il giorno di San Valentino e qual è la cosa migliore se non amare mio marito e la mia famiglia? Il mio amore per i ragazzi e i miei colleghi alla scuola dei bisogni speciali dove lavoro. Ho solo questa foto per mostrarti la scuola dove lavoro. Questa foto è stata scattata quando un terribile vento si è abbattutto sul cortile della scuola dove spesso i ragazzi giocano a baseball o softball e dove io mi unisco a loro. Se non ho ancora detto il nome della scuola, è perché c’è una buona ragione. E’ un nome preso dal dialetto Cornish, che non sapresti neanche pronunciare. Il nome è Nancelaverne. Io farò del mio meglio per dirti che tipo di scuola è, chi sono i ragazzi e perché è così importante per me.

C’è molto da dire sul mio lavoro, che io non amo chiamare così, perché mi diverte a tal punto che non saprei da dove inziare.

Ci sono tre punti da non sottovalutare:
– i ragazzi sono il nostro punto di forza;

– lo staff;

– il tempo e l’energia che dedichiamo è pari solo alla nostra paga.

I ragazzi di cui lo staff e io ci occupiamo sono affetti da disturbi fisici, motori o psichici e sono autistici. Lavorare con loro non è smeplice, in quanto hanno bisogno di maggiore assistenza e supporto rispetto ad altri, ma ti danno molto e sono piena di soddisfazioni a stare in loro comnpagnia.

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