Anche la Liguria sotto la lente di ingrandimento della Guardia di Finanza

Economia

Anche la Liguria sotto la lente di ingrandimento della Guardia di Finanza

Attilio Befera
Attilio Befera

Finalmente si comincia a fare sul serio. Quante volte si era chiesto che la Guardia di Finanza si recasse nei posti dove usano andare i ricchi per controllare barche di lusso e auto di grossa cilindrata, raffrontando i costi di questi beni di lusso con le dichiarazioni dei redditi dei proprietari? Dopo Cortina d’Ampezzo, stavolta è toccata ad alcune delle località turistiche più rinomate della Liguria, come Portofino, Santa Margherita e Chiavari, ove sono state ispezionate auto di grossa cilindrata e barche di lusso, controllati scontrini fiscali nei bar frequentati da vip e monitorati i ristoranti che sono di solito punti di richiamo insieme a gelaterie e locali di tendenza per i fortunati che in tempi di crisi sono riusciti a mantenere una capacità di spesa che la stragrande maggioranza degli italiani ha visto finire seppellita sotto le ripetute manovre di aggiustamento dei conti pubblici decise dai governi che si sono succeduti in questi anni.

Nonostante le dichiarazioni rese dal generale Antonino Maggiore, tese a sdrammatizzare l’operazione compiuta nel giorno dell’Epifania e le dichiarazioni rilasciate da Giorgio D’Alia, sindaco di Portofino, con le quali il primo cittadino della famosa località turistica affermava che la cittadina non ha nulla da temere e di ritenere i controlli come normale amministrazione, anche stavolta una parte del mondo politico, la solita, ha fatto capire per chi batte il suo cuore, tanto che Fabrizio Cicchitto, del Pdl, è arrivato ad accusare il Direttore dell’Agenzia delle Entrate, Attilio Befera di comportarsi da leader politico, più che da alto funzionario dello Stato. La Lega Nord, a sua volta, lamenta un accanimento verso le regioni del Nord, che noi speriamo fortemente venga presto smentito con operazioni analoghe al Sud. Ma il carico da undici potrebbe arrivare nei prossimi giorni, visto che addirittura qualcuno, a spregio di ogni forma di buon senso, arriva ad invocare una commissione parlamentare d’inchiesta.

Incredibile, ma vero, non contro gli evasori fiscali, quelli che a detta di Mario Monti, mettono le mani in tasca agli italiani onesti, ma contro chi fa il suo dovere, essendo evidentemente pagato per quello e non per altro. Ormai, in Italia, al ridicolo non c’è mai fine.

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