Anche le frequenze nel pacchetto sulle liberalizzazioni? COMMENTA  

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Corrado Passera
Corrado Passera

Nonostante le proteste delle categorie interessate, il governo sembra avere tutta l’intenzione di procedere sulla strada delle liberalizzazioni, anche perché il recente declassamento operato da Standard & Poor’s ai danni del nostro paese, rende sempre più necessario intraprendere i dovuti passi sulla via di uno sviluppo che è diventato irrinunciabile.

I tecnici del sottosegretario Antonio Catricalà e del ministro dello Sviluppo economico, Corrado Passera, stanno ancora limando gli ultimi ritocchi al testo per la concorrenza che dovrebbe essere approvato dal Consiglio dei ministri del 19 gennaio, proprio alla vigilia dell’incontro trilaterale previsto a Roma tra il premier Mario Monti, la cancelliera Angela Merkel e il presidente francese Nicolas Sarkozy, cui perciò il Presidente del Consiglio potrebbe presentarsi con un altro asso nella sua manica.

A proposito del pacchetto liberalizzazioni, c’è da registrare una serie di indiscrezioni in base alle quali, già dal prossimo Consiglio dei ministri potrebbero arrivare novità per le frequenze televisive.

Come si ricorderà, l’assegnazione gratuita di sei canali agli operatori tv nazionali, secondo il meccanismo del beauty contest introdotto dall’ex ministro Paolo Romani, aveva provocato grandi polemiche soprattutto in considerazione del fatto che mentre si faceva questo regalo, si chiedevano sacrifici a tutti.

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Un regalo che in molti avevano bollato come frutto di un ricatto esercitato da Berlusconi ai danni del suo successore, cui sarebbe stato garantito appoggio solo in cambio delle frequenze gratuite. Anche il ministro Passera aveva definito «intollerabile», la concessione gratuita «di un bene di Stato, raro e prezioso». Concessione gratuita che potrebbe saltare, con una procedura indicata proprio da Passera: in base ad essa, verrebbero riorganizzate le frequenze con un’apertura secondo logiche di mercato non solo alle tv ma anche agli operatori di telecomunicazioni. Che sarebbe accompagnata da una serie di misure per l’innovazione digitale secondo la strada indicata dal garante per le comunicazioni Agcom.

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