Ancona: i detenuti danno fuoco alle carceri COMMENTA  

Ancona: i detenuti danno fuoco alle carceri COMMENTA  


Esplode la rivolta nel carcere di Ancona, detenuti appiccano incendi nelle celle
Un atto dimostrativo che sarebbe rientrato poco dopo. Non ci sono feriti

Protesta dei detenuti nel carcere di Ancona, a Montacuto, dove i detenuti hanno dato fuoco alle lenzuola in alcune celle. L’atto dimostrativo, riferiscono fonti del Dap (dipartimento dell’amministrazione penitenziaria) ‘è già rientrato e non si registrano feriti né tra i detenuti né tra il personale della polizia penitenziaria’.

I detenuti, spiegano le stesse fonti, hanno deciso di mettere in atto la protesta dopo che un compagno di cella aveva accusato un malore. In attesa dell’arrivo di un medico, l’atmosfera si è fatta pesante al punto che alcuni reclusi nella casa circondariale hanno deciso di mettere in atto il gesto dimostrativo dando fuoco alle lenzuola nelle celle. Altri detenuti del carcere, sovraffollato come tanti altri penitenziari italiani, hanno invece scelto di manifestare il loro stato d’animo battendo rumorosamente contro le grate e le porte delle celle.


E’ stata una rivolta subito sedata quella scoppiata oggi pomeriggio nel carcere anconetano di Montacuto dove alcuni detenuti hanno dato fuoco ad alcune bombolette di gas da campeggio, utilizzate solitamente per scaldare il caffè, innescando così una serie di piccoli incendi spenti tempestivamente dagli agenti antisommossa intervenuti con gli estintori. Non ci sono feriti o intossicati. Registrati solo danni da fumo alle pareti delle celle.


La rivolta sembra sia scoppiata già ieri in serata con l’incendio di alcune lenzuola ed è ripresa stamane, poi però i sorveglianti sono riusciti a riportare la calma. A darne notizia il segretario del Sappe (il sindacato di Polizia Penitenziaria), Aldo Di Giacomo, che già da tempo denuncia la situazione di emergenza del carcere anconetano che nei giorni scorsi era stato anche visitato a sorpresa dal capo Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria, Franco Ionta.


Nel carcere di Ancona, ha riferito in più occasioni Di Giacomo, i detenuti ‘dormono a terra, su materassi di fortuna, stipati in quattro in celle da uno’, ricordando che attualmente il carcere ospita 440 detenuti su una capienza di 178

Le carceri sovraffolate in dettaglio

Nelle strutture penitenziarie italiane sono attualmente presenti 68.017 detenuti (65.121 uomini, 2.896 donne) a fronte di una disponibilità reale di 44.385 posti, con un esubero pari a 23.632, che determina un sovraffollamento medio nazionale al 53,2%. La Regione con il più alto tasso di sovrappopolamento è la Puglia (84%), seguita da Marche (83,9%), Emilia Romagna (75.6%), Friuli (75,1%) e Lombardia (74%).

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Il penitenziario con il maggior tasso nazionale di sovraffollamento si conferma Lamezia Terme (183,3%), seguito da Brescia Canton Mombello (177,2%), Busto Arsizio (162,9%), Como (150,9%) e Ancona Montacuto (145%). Situazione allarmante non solo a Lamezia Terme. A Castrovillari la capienza regolamentare è di 131 unità ma sono detenute 272 persone, con un indice di affollamento del 107,6%. Seguono Reggio Calabria (101,9%), Palmi (96,4%), Locri (75,9%), Catanzaro (67,8%), Cosenza (64,1), Paola (61,5%) Rossano (51,5%) e Vibo Valentia (33,2%).

Dai dati della Uil Penitenziari emerge che non ci sono problemi di sovraffollamento soltanto nelle carceri di Crotone e Laureana di Borrello. ‘Abbiamo cercato di aggregare i dati – ha evidenziato il segretario generale della Uil Penitenziari, Eugenio Sarno – per offrire uno spaccato, tanto immediato quanto drammatico, della situazione carceraria in Italia. Una situazione che, oggettivamente, rappresenta vergogna e disonore per un Paese come l’Italia.

E come emerge in modo netto dal rilevamento, non é solo una questione di sovrappopolamento, che pure riveste un ruolo importante nelle criticità del sistema’. Nelle carceri della Calabria si sono verificati anche quattro suicidi, di cui due a Castrovillari ed uno a Catanzaro e Rossano. Ci sono stati, inoltre, 18 tentati suicidi e 79 casi di autolesioni. Gli scioperi della fame hanno raggiunto quota 354. In testa c’é il carcere di Vibo Valentia, con 106 casi.

Seguono Catanzaro (104), Castrovillari (71), Paola (40) e Locri (16). Non vanno sottovalutate anche le 11 aggressioni ai danni di agenti della polizia penitenziaria. Si sono verificate a Catanzaro (8), Cosenza (1), Reggio Calabria (1) e Vibo Valentia (1).

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