Calcioscommesse: nel mirino partite di Serie A e B COMMENTA  

Calcioscommesse: nel mirino partite di Serie A e B COMMENTA  

Che il bubbone del calcioscommesse non fosse ancora rientrato era un fatto ben noto, ma che proprio sotto Natale si dovesse assistere ad un’altra ondata di arresti era molto meno prevedibile. L’onda lunga dell’inchiesta Last Bet, scoppiata a Cremona lo scorso 1° giugno, porta i suoi effetti: nella mattinata di lunedì infatti sono stati arrestati ben diciassette persone nell’ambito delle nuove indagini partite da Cremona e non solo che scoperchiano il pentolone su altri torbidi affari degli ultimi campionati, in particolar modo su Serie B ma in parte anche in Serie A. Tra gli arrestati nomi già noti, e già condannati dalla giustizia sportiva, come Cristiano Doni e Carlo Gervasoni, figure che già rientravano nell’indagine come Luigi Sartor ma pure new entries assolute come Filippo Carobbio, ora allo Spezia ma all’epoca dei fatti sospettati in forza all’Albinoleffe. Tra gli arrestati figurano numerosi cittadini stranieri ed altre undici persone residenti all’estero risultano indagate.

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Tre le partite di A sotto inchiesta, tutte risalenti alla scorsa stagione: Napoli-Sampdoria 4-0 (30 gennaio 2011), Brescia-Lecce 2-2 (27 febbraio 2011) e Brescia-Bari 2-0 (6 febbraio 2011). Cinque invece le partite di B sotto inchiesta, risalenti alla stagione 2009-2010: Cittadella-Mantova (24/4/2010), Ancona-Grosseto (30/4/2010), Brescia-Mantova (2/4/2010), Grosseto-Reggina (23/5/2010), Empoli-Grosseto (30/5/2010) ma non mancherebbero numerosi altri incontri della scorsa stagione. Tra gli arrestati anche Alessandro Zamperini, ex giocatore di Roma e Modena, che nei piani dell’organizzazione criminale si sarebbe dovuto occupare di truccare le partite di Coppa Italia: sarebbe stato proprio lui infatti ad avvicinare un giocatore del Gubbio offrendogli 200.000 euro per manipolare la partita dello scorso 30 novembre a Cesena ricevendo però un netto rifiuto dal giocatore eugubino che si è immediatamente rivolto alla giustizia sportiva.

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L’arresto di Doni è motivato dal pericolo di inquinamento di prove dopo che il giocatore, secondo gli inquirenti, aveva pagato parte della parcella dell’avvocato di un altro indagato, Nicola Santoni (ex amico e socio in affari di Doni) per evitare rivelazioni compromettenti.

Per Doni, che avrebbe tentato la fuga in garage dopo aver aperto agli inquirenti nella prima mattinata di lunedì, è stato disposto il divieto di parlare con i propri legali per cinque giorni.

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La giustizia sportiva si è già mossa: il procuratore Palazzi ha immediatamente chiesto gli atti al pm di Cremona Di Martino per avviare un procedimento bis dopo quello dello scorso agosto.

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