Ancora scandali per la Sanità lombarda COMMENTA  

Ancora scandali per la Sanità lombarda COMMENTA  

 

 

Ieri la Guardia di Finanza di Varese ha disposto delle perquisizioni presso alcune cliniche private, gli uffici della Regione Lombardia e l’abitazione di Carlo Lucchina, il direttore generale della Sanità lombarda, uomo del Celeste Formigoni.


I reati ipotizzati sono corruzione e concussione: secondo il Pm Agostino Abate, le cliniche avrebbero versato tangenti del valore di 17 miliardi, servendosi di intermediari politici, per  ottenere convenzioni con la Regione Lombardia.

Indagati pure il senatore Pdl Antonio Tommassini, medico e presidente della Commissione Sanità e la sua segretaria che avrebbe avuto contatti diretti con una delle cliniche private finite sotto inchiesta.


Formigoni, come sempre afferma  di non saperne “assolutamente nulla” e continua nella solita strenua difesa dell’indifendibile ,confermando a oltranza la sua fiducia a Carlo Lucchina;  Tommassini, si dichiara sereno e fiducioso, ma al contempo lascia ai i suoi legali il compito di instaurare rapporti con la magistratura.


La Gdf aveva già svolto delle inchieste per bancarotta fraudolenta, truffa ai danni dello Stato e falso, nei confronti di  varie aziende coinvolte in fosche operazioni finanziarie nel settore alberghiero e sanitario.

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Dalle indagine erano emersi i nomi dei  fratelli varesini  Sandro e Antonello Polita, imprenditori della sanità.

Al centro della vicenda sarebbero l’acquisto e la vendita della clinica privata La Quiete ed il fallimento di Ansafin, ditta proprietà di svariati immobili e di un albergo costruito in occasione dei mondiali di ciclismo, inaugurata tra gli altri proprio da Tommassini-

Insomma la valanga che si abbatte suii vertici del Pirellone pare proprio non volersi fermare

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