“Non a tutti è dato di incontrare delle divinità quando si è ancora in vita” Neve- Maxence Fermine - Notizie.it

“Non a tutti è dato di incontrare delle divinità quando si è ancora in vita” Neve- Maxence Fermine

Sesso & Coppia

“Non a tutti è dato di incontrare delle divinità quando si è ancora in vita” Neve- Maxence Fermine

 

Capita che delle persone si incontrino per caso, per fatalità o perché “il destino” ha voluto che le loro vite un giorno si incontrassero. Due vite così distanti, così differenti, eppure così tanto simili. E’ la storia di Andrea Abrescia, un giovane di trent’anni di Bari, che ha perso il lavoro due anni fa per invalidità al 100% ( era dipendente di un’agenzia di viaggi di Bari) e che all’età di venticinque anni ha scoperto di soffrire di una malattia degenerativa e rara per la sua giovane età. Andrea ha scoperto di soffrire del Morbo di Parkinson giovanile quando i segni della paralisi agitante accompagnati da dolori dei muscoli distali si fecero sempre più acuti e sempre più sospetti. Le prime indagini mediche le eseguì presso il reparto di Neurologia del Policlinico di Bari, nel 2006, ottenendo diagnosi e prognosi incerte e lacunose. I medici allora manifestarono alla famiglia la necessità di approfondire gli stessi esami presso altre strutture ospedaliere, tra cui il S.

Raffaele di Milano. Lì è stato visitato dalla dott.ssa Volontè, e poi di nuovo al Policlinico di Bari per poter giungere ad una diagnosi differenziale: Parkinson giovanile. “Nel febbraio 2007 ho fatto un altro ricovero, nonostante fosse molto certa la diagnosi di Parkinson giovanile, ha scongiurato che fosse quella di Wilson, ossia una malattia di chi ha più rame nel sangue del normale…­ sono stato preso dallo sconforto e volevo capirne di più, così sono stato al CNR di Cosenza e ho fatto la risonanza magnetica, dopo a Catanzaro ­all’Ospedale Germinario dal Prof.Quattrone­. Lì ­ho fatto altri test, il risultato: Parkinson giovanile ­­causato da una doppia mutazione del gene pink 1”.

Da allora Andrea segue la lunga e incessante trafila di indagini specifiche sempre più sofisticate consultando scienziati e professori di fama internazionale. Quando era ricoverato all’ospedale Besta di Milano, ha però incontrato l’amore.

Ha incontrato la sua attuale compagna, con la quale adesso convive.

Andrea crede nell’amore, nella forza costruttiva dell’amore e non vuole arrendersi, anche quando le sue speranze si sono raggelate di fronte all’agghiacciante diagnosi di Morbo di Parkinson Giovanile.

Anche questa non è riuscita a fermarlo; perché un alterato funzionamento neurochimico non può arrestare e spegnere l’ardore di un animo giovanile e la sua voglia di vivere, di amare e di lottare! Andrea non smette mai di credere nella scienza, nel fatto che si possa trovare una guarigione o anche un sollievo a lungo termine al dolore che piega giorno dopo giorno il suo corpo e la sua anima. Partecipa tutt’oggi a convegni e conferenze con passione ed energia in qualità di Vice Presidente dell’Associazione Parkinson Puglia.

E’ considerato per molti un barlume di speranza, non solo da parte di chi è stato colpito dalla stessa malattia ma anche da parte di tutti coloro che danno per scontato molte cose e finiscono per non apprezzarle abbastanza.

Ma non solo Andrea è stato colpito giovanissimo dal Parkinson, divenendo oggetto di ricerca scientifica, ma in un altro stato europeo anche un altro trentenne di nome Tim Oneschkow.

Tim vive a Berlino ma per lavoro è sempre in viaggio. Anche a Tim la malattia è insorta in giovane età, quando aveva pressappoco ventisette anni, quando progettava la sua vita, la carriera lavorativa come molti altri ragazzi della sua età tra viaggi di lavoro e ore spese in ufficio. Lavorava nell’ambito del turismo e tutt’oggi continua a farlo, spostandosi per l’Europa e per il resto del mondo in navi da crociera. Tim, come Andrea, ha un spirito libero e curioso, è amante dei viaggi, delle lingue e delle culture. Entrambi hanno una personalità esplorativa e dinamica. Hanno scoperto infatti di avere molte cose in comune, una volta che si sono conosciuti in un primo momento tramite il social network facebook e dopo di persona, quando la nave su cui viaggiava Tim, l’MSC musica, diretta in Grecia , ha salpato il 2 dicembre scorso nel porto di Bari per qualche ora. Strette di mano, abbracci intrisi di affetto, di calore, di quel comprendersi senza neanche il bisogno di parlare, se non facendo parlare lo sguardo e il corpo.

Tim è una persona solare, allegra, disponibile. Desiderava conoscere un’altra persona che come lui non ha smesso di arrendersi, e che continua a sorridere e ad amare la vita, la sua famiglia, gli amici e la sua compagna, nonostante l’incessante e martellante pulsare e tremare del corpo che gli risuona dentro in modo intrusivo. A detta di Andrea, l’incontro è stato commovente per entrambi- “è stato qualcosa di surreale ma bellissimo”. Tim e Andrea hanno passeggiato per le vie del centro storico del capoluogo pugliese, hanno sostato in un bar e dopo si sono divertiti nel girare un filmato che potesse ricordare loro quest’ incontro inaspettato e furtivo, quando il mare li avrebbe nuovamente separati. Dal loro incontro è nata l’idea di realizzare un progetto che si pone l’obiettivo di creare a Bari assieme ad altri giovani delle associazioni che si occupino di ricerca sul Parkinson e sulla fibrosi cistica in linea con le maggiori associazioni internazionali che lavorano già da tempo nel suddetto ambito.

Io ho la fortuna di conoscere Andrea, perché è mio cugino.

E ho la fortuna di ritrovare ogni volta la forza di andare avanti quando i miei occhi incrociano i suoi.

Commenta per primo

Lascia un commento

L'indirizzo email non sarà pubblicato.


*


Leggi anche