Angeletti vuole licenziare la Fornero per giusta causa

Economia

Angeletti vuole licenziare la Fornero per giusta causa

Elsa Fornero
Elsa Fornero

Si pensava fossero 65mila, invece la valutazione fatta dal Ministero si rivela di ora in ora, molto sottostimata. Stiamo parlando dei lavoratori “esodati”, giunti ad una scomoda celebrità sull’onda della puntata di Report che ha portato alla luce il dramma delle migliaia e migliaia di lavoratori che nel passato sono stati incentivati a lasciare il posto di lavoro, dietro assicurazione di andare in pensione alla scadenza prevista. Con la riforma Fornero, che ha portato l’età pensionabile a 67 anni, essi si sono trovati scoperti, senza possibilità di guadagnare uno stipendio e con una pensione allontanatasi di colpo. Lo stesso Ministero, adesso, ammette che la cifra reale dei lavoratori in questione dovrebbe avvicinarsi ai 350mila. Per dirimere la questione, è stato attivato un tavolo tecnico permanente fra ministero del Lavoro, Inps e Ragioneria dello Stato, che ha lo scopo, precisato da una nota della Fornero, “di sciogliere ogni possibile dubbio e dare certezze alle stime” fornendo “entro sette giorni le indicazioni utili a emanare il previsto decreto interministeriale Lavoro/Economia, entro il termine del 30 giugno fissato dalla legge”. Se la Fornero cerca certezze, non meno interessati sono i lavoratori in questione, terrorizzati però dal pressappochismo sinora fornito dal Ministro.

Tanto che ieri, il leader della UIL, Angeletti, ha affermato: “La vicenda dell’articolo 18, così quella degli esodati, rappresentano un fondato motivo per un licenziamento del ministro Fornero: una giusta causa”. A rincarare la dose, è poi arrivato Cesare Damiano, capogruppo Pd nella Commissione Lavoro al Senato, per il quale il silenzio sul numero degli esodati “è inquietante, perché significa che è stata fatta una riforma al buio, senza una minima possibilità di previsione di cosa sarebbe successo a causa delle nuove norme”. Tanto per capire di cosa si stia parlando, è meglio precisare che la questione del numero, alla fine, sembra la più facile da risolvere. Ben altra difficoltà, presenta invece quella relativa ai soldi che serviranno per chiudere la questione e dove andarli a prendere. Visto il modo in cui si sta muovendo il Governo, non c’è proprio da dormire sonni tranquilli.

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