Angelo Dal Boca: Da Mussolini a Gheddafi. Quaranta incontri COMMENTA  

Angelo Dal Boca: Da Mussolini a Gheddafi. Quaranta incontri COMMENTA  

ANGELO DEL BOCA

presenta

Da Mussolini a Gheddafi. Quaranta incontri 

Domenica 18 novembre – Ore 17.00

Museo del Risorgimento – via Borgonuovo, 23 – Milano

interviene SERGIO ROMANO

 

 

 

Immagine 1
Splendido nella sua uniforme, in piedi nella macchina, guardava oltre la folla e sorrideva con il volto leggermente inclinato all’indietro. Così Angelo Del Boca descrive il suo primo incontro con uno dei personaggi che avrebbero segnato la storia del Novecento. Ancora ragazzino, rimarrà colpito dalla perfetta somiglianza tra l’uomo che aveva di fronte a sé e l’immagine che lo ritraeva sulla medaglia portata al petto da tanti giovani balilla come lui. Rivedrà quel nuovo Cesare pochi anni dopo, in Germania, in un campo di addestramento per il ricostituito esercito italiano. Già non era più l’intrepido condottiero, ma il capo di uno Stato dimezzato, sprovvisto della sua capitale, e le cui risorse erano sistematicamente saccheggiate dai nazisti. E lo rincontrerà molti anni dopo, quando verrà in possesso dei 120 telegrammi con cui il nuovo Colleoni autorizzava l’utilizzo dei gas venefici nella guerra d’Etiopia. Il dittatore Mussolini era morto da ventitré anni, e il giornalista Del Boca pubblicava su «Il Giorno» il testo integrale di quei telegrammi che avrebbero diviso gli italiani.
Il mondo stesso era diviso in blocchi, ancora attraversato dagli ultimi sussulti del fascismo, e tuttavia stava conoscendo la forza dirompente di un processo di decolonizzazione, così carico di speranze, che interessava l’Africa e l’Asia. Come inviato speciale della «Gazzetta del Popolo», e poi del «Giorno», Del Boca incontrerà alcuni tra i personaggi più rappresentativi di quel Novecento. Dal criminale nazista Adolf Eichmann al neofascista inglese Oswald Mosley al poeta spagnolo Marcos Ana che trascorse più di vent’anni nelle carceri franchiste. Da Rinaldo Laudi a Cesare Pavese, da Elio Vittorini a Marcello Breusa, italiani che incarnarono una certa idea di progresso civile al pari di Salvatore Quasimodo e Italo Pietra. Dagli indiani Jawaharlal Nehru e Vinoba Bhave agli israeliani Shimon Avidan e Iliana Sahnin. Dagli africani Maometto V e Félix-Roland Moumié ad Ahmed Sékou Touré e Hailè Selassiè, da Martha Nasibù a Haile Sellase, senza dimenticare due personaggi minori, come il caïd Saddok e Majok Ador Athuai. Esemplari, invece, saranno la giovane Madre Teresa di Calcutta, l’anziano Albert Schweitzer o il sudafricano Albert John Luthuli. Tre premi Nobel per la Pace, tre figure che impersonarono i migliori propositi del Novecento. E persino le numerose speranze disattese troveranno un loro epilogo: la tragica esecuzione del colonnello Gheddafi.
Benito Mussolini, Nehru, Muammar Gheddafi, Albert Schweitzer, Madre Teresa di Calcutta, Adolf Eichmann, Cesare Pavese, Elio Vittorini, Salvatore Quasimodo, Pietro Nenni, Hailè Selassiè… gli appuntamenti con la Storia di uno dei nostri grandi cronisti e storici.
Hanno scritto di Italiani brava gente?:«È difficile negare che questo libro rappresenti uno straordinario bucato della coscienza nazionale».

Sergio Romano

Corriere della Sera«Una meticolosa ricognizione dei crimini commessi dai nostri connazionali tra il 1861 e il 1946, dalla guerra al brigantaggio al secondo conflitto mondiale, in Italia o nelle colonie».

Simonetta Fiori

la RepubblicaHanno scritto di Il mio Novecento:

«Quasi seicento pagine per fare puntigliosamente i conti con un lungo tratto del secolo che se ne è andato. Luoghi e frammenti di mondi restituiti da Angelo Del Boca con vivacissima memoria e scrupolosa documentazione».

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la Stampa

Angelo Del Boca è nato a Novara nel 1925. Narratore (la sua prima raccolta di racconti, Dentro mi è nato l’uomo, è apparsa per Einaudi nel 1947), saggista, storico del colonialismo italiano (a partire dal 1976, presso Laterza, ha pubblicato la sua monumentale opera Gli italiani in Africa Orientale e in Libia), direttore della rivista di storia contemporanea «I sentieri della ricerca», vive a Torino. Nel 2002 gli sono state conferite due lauree honoris causa dalle Università di Torino e di Lucerna. Con Neri Pozza ha pubblicato La nostra Africa (2003), Italiani, brava gente? (2005), La scelta(2006), Il mio Novecento (2008) e ha curato il volume La storia negata. Il revisionismo e il suo uso politico (2009).

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