Ani, da prosperosa capitale a città fantasma

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Ani, da prosperosa capitale a città fantasma

Ani, da prosperosa capitale a città fantasma

Ani è oggi al confine tra Turchia e Armenia, ma nel XI secolo era la capitale del regno armeno e aveva davanti un futuro prosperoso.

Fondata nell’884, Ani controllava il territorio dove oggi si trova l’Armenia e parte della Turchia orientale. Era destinata a essere una città moderna, ricca e al passo con i tempi, data la sua importanza per le rotte commerciali che lì trovavano un buon punto d’appoggio per guadagnare. Ospitava numerose chiese e per queste prese il nome di “città delle 1001 chiese” ed era abitata da quasi 200 mila persone.

Nel 1045 venne conquistata dai bizantini e poi dai turchi, i quali la vendettero a una famiglia curda, di religione islamica. Proprio in questo periodo iniziò la sua decadenza, in quanto la maggior parte della popolazione era cristiana. Nel 1200 fu la volta dei mongoli, che la conquistò dopo una brutta e violenta battaglia. Come se non bastasse, un terremoto nel 1319 la distrusse quasi completamente.

Numerose chiese crollarono e la città di Ani fu presto composta solo da macerie.

Nel giro di pochi anni, gli abitanti se ne andarono, lasciandola decadere completamente. Una volta importante, ora Ani è una città abbandonata, chiusa al pubblico. Alcuni scatti mostrano ancora le macerie mai state rimosse, e la ricostruzione appare impossibile, date le decisioni delle autorità turche di non avviare progetti di restauro nel sito.

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