Animalisti attaccano Eurospin per galline in gabbia

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Animalisti attaccano Eurospin per galline in gabbia

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Contro l’allevamento delle galline in gabbia, gli animalisti di Animal Equality attaccano anche Eurospin. Manifesti, volantini di protesta fino al 30 luglio

ROMA – “la spesa crudele”: è il messaggio di Animal Equality che campeggiava ieri sul grande manifesto 6 metri per 3. L’immagine, invece, ritraeva il tema della protesta: no alle galline in gabbia. Il camion-vela su cui è installato il manifesto è stato inizialmente parcheggiato a Verona davanti alla sede centrale di Eurospin. Poi si è spostato in altri punti della catena di supermarket.

L’iniziativa della ONG animalista comprende, oltre al camion itinerante, una serie di comunicazioni sparse su vari canali. Con e-mail, volantinaggi, video trasmessi sul web, la ONG bersaglia da ieri Eurospin. E sebbene il destino di alcune razze di galline sia comunque di finire allo spiedo, arrosto, in cotoletta, insomma ovunque il gusto del pollo ne faccia una comparsa inevitabile dei menu casalinghi e non, anche i non addetti ai lavori – i non animalisti – dovrebbero acquisire la giusta sensibilità di fronte alle sofferenze di un essere vivente che allieta le tavole degli italiani.

Allevare le galline in spazi aperti, è decisamente più costoso, controproducente rispetto alla logica del profitto.

Ma il problema contestato è proprio il metodo di allevamento delle galline in gabbia. Metodo alquanto crudele, che costringe le bestie a sofferenze inutili in nome di una maggiore produttività a minor costo. Tanto denuncia il comunicato trasmesso dall’organizzazione:

“Le galline ovaiole allevate in gabbia vivono in condizioni terribili“ scrive Animal Equality, dopo un’inchiesta sugli allevamenti italiani. L’inchiesta, assieme alle altre attività dell’organizzazione, è disponibile sul sito www.animalequality.it.

“Rinchiuse in gabbie minuscole in cui non riescono nemmeno a stendere completamente le ali, questi animali intelligenti e sensibili – prosegue la ONG, che smentisce così millenni di letteratura sull’ottusità dell’animale – sono costretti a passare tutta la vita in equilibrio su un pavimento di rete metallica che ferisce loro le zampe, e non possono esprimere nessuno del loro comportamenti naturali”. D’altronde, bisogna tenerne conto, il gusto delle carni di animali allevati in ambienti così angusti è decisamente peggiore.

Galline in gabbia: riassunto delle puntate precedenti

Dopo le varie battaglie che Animal Equality aveva già condotto sullo stesso tema, ora l’ONG spera di conseguire altre vittorie contro l’allevamento in gabbia di questi pennuti :
“Aziende concorrenti come Coop, Lidl, Esselunga, Auchan, Carrefour e Pam Panorama hanno già pubblicato il loro impegno a cessare la vendita di uova di galline allevate in gabbia”.

Ilarità degli scettici a parte, l’iniziativa suscita molto interesse trai clienti animalisti.

Manca ora all’appello la grande catena di supermercati. Ed Animal Equality non demorde.

“Eurospin rimane una fra le ultime aziende della grande distribuzione organizzata in Italia a non avere ancora fatto questo importante passo, che dimostrerebbe l’interesse dell’azienda a tutelare il benessere degli animali ma anche ad ascoltare le richieste dei consumatori”.

La campagna di sensibilizzazione proseguirà fino a domenica 30 luglio.

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