Anita friggeva d’amore COMMENTA  

Anita friggeva d’amore COMMENTA  

“Creare un menu è come scrivere una storia d’amore.” Così inizia l’educazione sentimentale e culinaria della piccola Anita, dotata del talento raro e sorprendente di riconoscere il gusto dei ricordi. Nonno Goluàs, fuggito anni prima dalla perfetta e insapore Bruges per approdare nella terra dei buongustai, ha un grande progetto per lei: insieme apriranno un ristorante in grado di riportare i clienti ai momenti perduti dell’infanzia, a quei pomeriggi trascorsi a giocare a nascondino dietro agli alberi, alle sbucciature e ai primi esami, alle corse al mare e alle gare con i sassi buttati di piatto a pelo d’acqua. Goluàs svela ad Anita i misteri e le alchimie segrete di mandorle e vaniglia, anice e caffè, insegnandole che dietro ogni cibo si nasconde un sentimento e che dentro ogni pentola cuoce una storia. E Anita accompagnata dalle bizze di una nonna ex-clavicembalista prodigio, dalle note jazz dell’allampanato John e dalle manie della mamma, vegana integralista con la passione per i ficus – cresce, soffre, ama, ride, provando un passo dopo l’altro a realizzare il suo sogno… Una storia tenera e delicata, venata di umorismo, per raccontarci che, così come il pane ha bisogno di tempo per lievitare, anche isogni richiedono costanza e pazienza. Perché, come dice nonno Goluàs, non esistono le cose difficili, ma solo quelle che credi di non saper fare.

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