Anonymous, vicini a colpire i veri padroni dell’Isis

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Anonymous, vicini a colpire i veri padroni dell’Isis

La battaglia contro lo Stato Islamico sta unendo le forze più disparate, anche se ancora stenta ad avere una coerenza complessiva, quella di un vero e proprio fronte unico e unito.

I raid aerei che nelle settimane successive agli attentati di Parigi si erano intensificati stanno proseguendo, seppure con una cadenza meno consistente. Francia e USA attendono, con ogni probabilità, che la Gran Bretagna faccia la sua scelta (il voto del Parlamento inglese si svolgerà domani, mercoledì 2 dicembre). La Russia sta facendo i conti con la vicenda dei caccia abbattuti dalle forze turche e la Turchia stessa continua a ribadire (lo ha fatto ancora una volta Erdogan l’altro ieri) la necessità di una no fly zone lungo il confine siriano, ipotesi che Washington ha valutato a lungo, nei giorni scorsi, ma ha poi finito per scartare a causa dell’eccessivo dispendio di forze necessario.

Chi invece sta proseguendo, con i mezzi di cui dispone, la sua azione in modo continuo è il gruppo hacker Anonymous, che ieri ha pubblicato sul suo account Twitter un nuovo video con il messaggio più minaccioso che mai: “Isis: stiamo arrivando sempre più vicino ai tuoi padroni”. “Dopo il brutale attacco terroristico che ha colpito Parigi, OpParis (il nome dell’account Twitter di Anonymous, ndr) è nata per oscurare in rete quel cancro che i governi diffidano dal voler estirpare per l’evidente movimento di denaro che gira attorno all’Isis”. “Anonymous” prosegue nel video il portavoce del gruppo, in veste di presentatore di telegiornale e con il volto coperto dalla maschera con le sembianze di Guy Fawkes, “non si ferma davanti agli attacchi informatici in risposta ai nostri 12mila profili jihadisti oscurati negli ultimi 15 giorni: ci hanno insultati, ci hanno minacciati di morte.

Ma Anonymous è una legione solida che agisce in tutto il mondo per il bene dei propri fratelli offesi nei loro diritti umani, calpestati da vigliacchi criminali. Sappiamo che ci temete, sappiamo che vi nascondete come topi in trappola: ricordate che OpParis non si fermerà”.

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