Ansia: come riconoscere i sintomi

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Ansia: come riconoscere i sintomi

Ansia: come riconoscere i sintomi
Ansia: come riconoscere i sintomi

Ansia: una malattia della mente e dello spirito. Coinvolge l’essere umano più di una volta nella vita, ma si può curare. Sintomi, strategie

Ansia è da intendersi come uno stato emozionale dominato da senso di tensione, o minaccia, che può sfociare anche in fenomeni più gravi di attacchi di panico. In particolare, è uno stato della mente(da distinguere dalla depressione) che si ripercuote su quello fisico. I sintomi fisici più evidenti sono sudorazione, vertigini, tremolio e tachicardia. Si può dire che le persone affette da questa malattia hanno generalmente pensieri/preoccupazioni ricorrenti. L’atteggiamento, nello specifico, è quello di evitare di entrare nel vivo del problema che desta preoccupazione(nel momento in cui ne parlano, non lo esplicitano, ma lo alludono soltanto). Atteggiamento che si ripresenta nel momento dell’azione: evitando di affrontare l’oggetto della preoccupazione, responsabile dello stato ansioso.

Ansia: strategia di risposta valide per tutti

Se è vero che la vita è per sua natura portatrice sana di stati ansiogeni, è anche vero che è possibile ridurre e allontanare gli stessi anche molto semplicemente.

Non bisogna dimenticare che la mente risponde a meccanismi interni che a volte ci sfuggono; un controllo delle proprie emozioni a livello individuale è indispensabile per evitare che siano quelle a dominarci e sopraffarci. Ma ecco alcune strategie di risposta agli stati ansiosi.

  1. Il respiro. L’ansia si associa in genere a erronee abitudini di respirazione. Un controllo del suo processo può essere quindi una soluzione per controllare-ridurre lo stato ansioso. Controllo della respirazione significa intervenire sul respiro per ridurne il numero nell’unità di tempo. Un respiro lento, in casi di stato ansioso, consente di evitare l’iperventilazione(frequente nei casi più gravi). Non solo. Facilita l’equilibrio di livello di anidride carbonica corporea. La sua perdita è infatti spesso all’origine degli stati ansiogeni più forti.
  2. Dialogo con gli amici. Parlare dei propri problemi con le persone care può portare sollievo. Permette di distrarre la mente dalla causa che ha scatenato il sintomo, ma può restituire anche serenità, fiducia in se stessi e sicurezza.
  3. Esercizio fisico.

    E’ efficace per scaricare la tensione, perché durante l’attività aerobica il corpo brucia l’adrenalina in eccesso prodotta dall’ansia. Ma l’esercizio provoca anche il rilascio delle endorfine, indispensabili, perché agiscono positivamente sull’umore.

  4. “Vivi il presente!” E’ il consiglio condiviso di molti psicologi ai propri pazienti. Spesso i soggetti ansiosi sono troppo presi da se stessi e dalle proprie preoccupazioni. Ciò impedisce loro di vedere altro da quelle: che diventano quindi un’ossessione. La risposta migliore, quindi, è vivere la situazione presente nel migliore dei modi, magari cercando ciò che più ci soddisfa, o mette di buonumore. Vivere il presente, e trascurare, almeno un po’, il futuro, spesso incerto.

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