Antonio di Pitero: “Un mondo di complicità, ricatti, omissioni”

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Antonio di Pitero: “Un mondo di complicità, ricatti, omissioni”

Antonio di Pitero: “Un mondo di complicità, ricatti, omissioni” novità

Antonio di Pitero: “Un mondo di complicità, ricatti, omissioni” novità

Come mai, Antonio Di Pietro, arrivato al ministero dei Lavori Pubblici, nel 2006 è riuscito a scacciare immediatamente Ercole Incalza? Certamente è difficile a crederci, tuttavia, lui stessi afferma: “Ero già stato ministro dei Lavori pubblici nel 1996, quando vi tornai trovai questa struttura tecnica di omissione, creata ad hoc per togliere il potere ai provveditorati alle opere pubbliche, coordinata da Incalza.

Restituii le funzioni operative ai provveditori. E siccome la struttura è di controllo, ci misi a capo un maresciallo, Salvatore Scaletta, con cui ho lavorato nel 1992. A incalza non solo tolsi il coordinamento, ma lo misi fuori dal ministero”.

Continua, affermando che poi Incalza è tornato: “Al di là delle responsabilità penali, Incalza, che frequentava gli uffici dei ministeri dai tempo del socialista Signorile, aveva una storia giudiziaria importante. Era amministratore della Tav, nel 1993, e aveva a che fare con le aziende che già nel 1992 erano state inquisite da noi del pool Mani pulite.

Nei vari sequestri di documenti emergeva che gli imprenditori arrestati parlavano di lui.

Per competenza mandammo il fascicolo a Roma. Mi pare che qualche pubblico ministero che non ha fatto niente poi è finito sotto processo a Perugia. Con ciò voglio dire che l’anomalia non è nel mio comportamento”.

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