Apple contro il governo USA: no ad intrusioni nei nostri iPhone COMMENTA  

Apple contro il governo USA: no ad intrusioni nei nostri iPhone COMMENTA  

Apple non intende fornire all’Fbi il supporto per proseguire con le indagini relative a Sved Rizwan Farook, uno dei killer protagonisti, lo scorso 2 dicembre, dell’assalto al centro di assistenza di San Bernardino.


L’uomo rimase ucciso, in quell’occasione, nel corso del conflitto a fuoco con la polizia e, ora, l’accesso al suo iPhone è reso impossibile dalla presenza del codice di accesso. Secondo quanto chiarito dai media statunitensi, il giudice federale Sheri Pym avrebbe richiesto ad Apple di poter eliminare tale barriera oppure di eliminare la procedura di autocancellazione dei dati che scatta oltre un certo numero di tentativi non riusciti di sblocco, in maniera da avere a disposizione un numero infinito di tentativi. La risposta della Mela non si è fatta attendere, però. “Apple ha i mezzi tecnici esclusivi per assistere il governo a completare la ricerca, ma ha rifiutato di fornire tale assistenza volontariamente“, secondo la spiegazione fornita dalle autorità giudiziarie statunitensi.


L’amministratore delegato di Apple Tim Cook ha chiarito che la decisione di opporsi alla richiesta del tribunale è il frutto di una valutazione molto attenta: “non è qualcosa che prendiamo alla leggera”, ha spiegato Cook, “riteniamo di dover far sentire la nostra voce di fronte a ciò che vediamo come un eccesso da parte del governo Usa”. Apple ha collaborato finora, ma adesso il governo “ha chiesto qualcosa che semplicemente non abbiamo, e che consideriamo troppo pericoloso creare”: “nelle mani sbagliate, questo software (che consentirebbe appunto di aggirare il sistema di protezione dell’iPhone, ndr) avrebbe il potenziale di sbloccare qualsiasi iPhone fisicamente in possesso di qualcuno, e mentre il governo può sostenere che il suo uso sarebbe limitato a questo caso, non c’è modo di garantire tale controllo”.

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