Apple respinge dall’App Store le applicazioni concorrenti a Siri?

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Apple respinge dall’App Store le applicazioni concorrenti a Siri?

Voice answer: così si chiama l’applicazione che è stata respinta recentemente da App Store, al centro delle polemiche stavolta, perchè troppo simile a Siri, la speciale funzionalità che caratterizza solo i nuovi iPhone 4S. In numerosi articoli avevamo già sottolineato quanto Apple abbia, e stia, puntando commercialmente sulle funzionalità e potenzialità dell’assistente vocale. Apple l’ha dimostrato alla presentazione del nuovo melafonino mesi orsono dicendo chiaramente “abbiamo qualcosa che nessuno ha”, l’ha ribadito creando spot ad hoc ultimamente, e ora si tiene stretto con le unghie il diritto di avere un’applicazione del genere nativa in iOS disponibile per i suoi utenti.

Secondo quanto fatto sapere direttamente dalla società californiana essa desidera che le proprietà dell’app sviluppata restino, testuali parole,” distintamente differenti da funzioni o interfacciamenti usati in iOS affinchè non si crei confusione nell’utente”. Insomma una presa di posizione chiara e che non ci stupisce, ma che sa di copertura di una strategia commerciale atta a salvaguardare più che altro gli interessi propri.

Ma bisogna anche guardare l’altra faccia della medaglia. Eh sì, perchè Apple non rifiuta automaticamente tutte le app competitrici con Siri o ad essa affini. Per esempio, abbiamo recensito poco tempo fa Speak to it Assistant, una buona alternativa a Siri che funziona su tutti i dispositivi. Apps Sparkling, lo sviluppatore ha già un app chiamata “Voice Ask” su App Store che si trova nelle classifiche top della categoria di riferimento. Apple non ha fornito una motivazione ulteriormente specifica sul rifiuto di quest’app ma si deduce che sia più propensa a rifiutare applicazioni che utilizzano la tecnologia Wolfram Alpha di Siri , il famoso motore computazionale di conoscenza che è in grado di interpretare le parole chiave inserite dall’utente e proporre direttamente una risposta il più affidabile possibile. Forse quello che spaventa Apple è proprio il fatto che l’app diventerebbe disponibile a tutti gli utenti con iOS 4.2 ie successive versioni allargando a macchia d’olio il bacino d’utenza.

L’app in questione fornisce oltre alle risposte, elementi configurabili nella memoria l’applicazione. Secondo lo sviluppatore, l’app funziona addirittura meglio di Siri, in particolare con accenti stranieri, grazie anche a “Eve”, l’assistente a cui si possono insegnare risposte. I 2oo.000 download di Voice Ask, l’applicazione menzionata prima, a poco tempo dal suo rilascio su App Store, dimostra che il mercato è interessato alle applicazioni basate su assistenti vocali. La cosa più sconcertante però non è la mancata approvazione di tale app, in visione singola, ma la mancanza di vere e proprie linee guida per gli sviluppatori e chiare motivazioni sul perchè Apple approvi alcune applicazioni somiglianti a Siri e ne rifiuti altre. E se Apple abbia fatto un passo falso rendendo disponibile Siri solo agli utenti del 4S ma pur davanti all’evidenza continui per la strada intrapresa per meri obiettivi economici?

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