Approvato il Piano Nazionale per l’uso sostenibile dei fitofarmaci COMMENTA  

Approvato il Piano Nazionale per l’uso sostenibile dei fitofarmaci COMMENTA  

pesticidiLa Conferenza Stato Regioni ha approvato il Piano Nazionale per l’uso sostenibile dei prodotti fitosanitari in attuazione di quanto previsto dalla dir. 2009/128/CE. Al momento, non sembra siano stati introdotti ulteriori emendamenti, quindi, la versione sulla quale è stata sancito l’accordo dovrebbe essere quella del 20 novembre 2013.

Il Piano che dovrà ora essere adottato con decreto interministeriale, parte tra le fortissime perplessità ed i rilievi molto critici di Coldiretti: il provvedimento, benché leggermente semplificato rispetto alla versione iniziale, è il più complesso e penalizzante per le imprese agricole italiane, se paragonato ai Piani approvati dagli altri Stati membri. “Coldiretti Piemonte – dice il direttore Bruno Rivarossa – ha agito in tutte le sedi competenti, nel tentativo di semplificarlo e di mitigarne gli effetti negativi a carico delle aziende: ora si tratta di seguire con attenzione l’iter relativo all’applicazione regionale”.

Il Piano, quindi, entra in vigore con più di un anno di ritardo a ridosso dell’obbligo previsto dalla dir. 2009/128/CE di conversione, a partire dal 1° gennaio 2014, di tutte le imprese agricole convenzionali alla difesa integrata.

E’ stato chiarito, per il momento in via ufficiosa, che dal 1° gennaio gli obblighi che si richiedono agli agricoltori sono quelli di accesso alle informazioni sulla difesa integrata previsti al punto A.7.2.3. (Gli utilizzatori professionali di prodotti fitosanitari e le aziende agricole), ai sensi del quale gli utilizzatori professionali di prodotti fitosanitari sulla base dei documenti e delle basi informative messi a disposizione delle Regioni e delle Province Autonome, “applicano i principi generali della difesa integrata obbligatoria di cui all’allegato III del decreto legislativo n. 150/2012. A tal fine essi devono conoscere, disporre direttamente o avere accesso a: dati meteorologici dettagliati per il territorio di interesse, acquisibili anche attraverso collegamento in rete; dati fenologici e fitosanitari forniti da una rete di monitoraggio e, ove disponibili, dai sistemi di previsione e avvertimento descritti nei paragrafi A.7.2.1 e A.7.2.2; bollettini territoriali di difesa integrata per le principali colture; materiale informativo e/o manuali per l’applicazione della difesa integrata, predisposti e divulgati anche per via informatica dalle autorità competenti.

L'articolo prosegue subito dopo

Nel caso in cui non sia presente alcuna rete, ai fini del monitoraggio le aziende assolveranno a tale impegno ricorrendo ad un apposito servizio di consulenza, messo a disposizione dalle Regioni e dalle Province autonome, nell’ambito degli strumenti della Pac, così come previsto dal precedente paragrafo A.7.2.2, punto 3”.

Leggi anche

Commenta per primo

Lascia un commento

L'indirizzo email non sarà pubblicato.


*