Apre la Sezione Italiana delle Femen

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Apre la Sezione Italiana delle Femen

Il gruppo femminista delle Femen ha aperto una sezione italiana.

Al momento è composto da una trentina di attiviste, in gran parte ragazze molto giovani e studentesse.

Mary, la referente del gruppo, spiega: «Abbiamo cominciato questo percorso a settembre 2012 e abbiamo ancora tanta strada davanti. Può sembrare facile spogliarsi in mezzo a una strada. Non è così, ognuna di noi ha davanti a sé una preparazione sia fisica sia psicologica».

Il gruppo è ancora agli albori, e le ragazze si allenano allo scopo di partecipare anche loro alle future azioni di protesta.

Non è una passeggiata come qualcuno potrebbe immaginare.

Spiegano che non si sentivano ancora pronte per le iniziative a San Pietro e contro Berlusconi, che infatti sono state portate avanti dalle “colleghe” di Kiev e di Parigi.

«Bisogna essere preparate quando si viene bloccate dalla polizia. Tante volte siamo sbattute a terra. E magari capita che qualcuno ci picchi» E poi ci sono le grane legali: «Qui in Italia rischiamo una condanna dai 2 ai 7 anni.

A pesare, oltre a manifestazione non autorizzata e resistenza a pubblico ufficiale, c’è il reato di atti osceni in luogo pubblico».

Ma perchè protestare mezze nude? Qual’è lo scopo di spogliarsi? Lo spiega Mary: «La peculiarità del nostro Paese è che nei vent’anni di berlusconismo l’immagine della donna è stata quella televisiva, cioè di un corpo nudo. Questa immagine ha portato il pubblico ad abituarsi all’idea della donna oggetto, mercificata. Noi vogliamo riappropriarci della libertà del nostro corpo, utilizzando lo stesso linguaggio televisivo, machista, per creare un cortocircuito».

Intanto il gruppo italiano sta organizzando la prima “Slut Walk” italiana, che sarà anche il loro debutto pubblico.

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