Arisa in gara alla 62° edizione del Festival di Sanremo con il brano “LA NOTTE” COMMENTA  

Arisa in gara alla 62° edizione del Festival di Sanremo con il brano “LA NOTTE” COMMENTA  


“LA NOTTE”
il brano in gara alla 62° edizione del Festival di Sanremo
“AMAMI”
il suo nuovo album di inediti viene pubblicato il 15 febbraio

Dopo la vittoria del 2009 con “Sincerità” e la partecipazione del 2010 con “Malamorenò”, Arisa torna al Festival di Sanremo con il brano “La Notte” (di Giuseppe Anastasi) e lo fa dopo un percorso artistico che l’ha vista protagonista come apprezzata attrice in “Tutta colpa della musica” di Ricky Tognazzi e “La peggior settimana della mia vita” di Alessandro Genovesi; come personaggio televisivo e cantante prima in “Victor Victoria” su La7, poi come giudice di “X Factor” su Sky Uno e infine autrice del romanzo “Il Paradiso non è granché (storia di un motivetto orecchiabile)” pubblicato da Mondadori.

Nel corso della serata tributo “VIVA L’ITALIA!” di giovedì 16 febbraio Arisa si esibirà in “Che sarà” con Josè Feliciano che sale sul palco dell’Ariston dopo la sua esibizione nel 1971 proprio con questo brano. Nella serata dei duetti di venerdì 17 febbraio, invece, Arisa canterà “La Notte” in una versione rivisitata accanto a Mauro Ermanno Giovanardi, una splendida voce, uno dei cantautori che rappresenta il meglio della musica d’autore italiana da più di vent’anni. Dirige l’orchestra il Maestro Mauro Pagani.

Il singolo “La notte” descrive il doloroso e intricato turbinio di emozioni vissute alla fine di un amore, emozioni che riempiono i pensieri di una donna da sola durante una lunga notte.

Il brano è contenuto nel terzo album di Arisa, “Amami”(Warner Music), che verrà pubblicato il 15 febbraio e che contiene 11 brani inediti di cui due scritti dalla stessa Arisa, “Amami” e “Missiva d’amore”.

L'articolo prosegue subito dopo

Su iTunes è già possibile prenotare l’album Amami (www.itunes.it/arisa), disponibile in versione esclusiva: i fan troveranno infatti il libretto digitale e la versione de “La Notte” arrangiata per l’esibizione al Festival.

Arrangiato e prodotto artisticamente da Mauro Pagani, “Amami” é il disco della maturità, perché “gli ostacoli del cuore e della vita aiutano a crescere” e Arisa, che ha fatto il pieno di emozioni, uscendone rafforzata come donna e come artista, si rispecchia totalmente in questo nuovo lavoro.

Così Mauro Pagani descrive il lavoro svolto con Arisa: “Mi sono divertito, e molto a lavorare con Arisa per il suo album, i brani che ne fanno parte – e La Notte ne è un ottimo esempio – sono leggeri, puliti, pieni di sentimenti autentici, di voglia di esprimersi e di capire. Da un punto di vista strettamente musicale poi le composizioni sono ricche di eleganza e qualità. Arisa è stata bravissima a interpretare e far sue le melodie e soprattutto i contenuti, intrecciati a doppio filo al suo sentire di questi ultimi anni, a testimonianza di una svolta e una crescita artistica davvero notevoli”.

Arisa, in attesa di iniziare un tour nei teatri a marzo, presenterà il suo nuovo album negli store delle principali città italiane: il 21 febbraio (ore 18:30) a Milano alla Feltrinelli di Stazione Centrale; il 22 febbraio (ore 18:00) a Verona alla Feltrinelli di via Quattro Spade 2; il 23 febbraio(ore 18:30) a Torino alla Feltrinelli di Stazione Porta Nuova; il 25 febbraio (ore 17:00) a Roma alla Fnac; il 29 febbraio (ore 18:00) a Napoli alla Feltrinelli di Piazza dei Martiri; il 1 marzo (ore 18:00) a Bologna alla Feltrinelli di Piazza Ravegnana e il 2 marzo (ore 18:00) a Firenze alla Feltrinelli di via Dei Cerretani 32.

http://www.facebook.com/ARISAOFFICIALPAGE/www.twitter.com/ARISA_OFFICIAL / http://www.youtube.com/arisaofficialchannel
ARISA
biografia

L’esordio come cantante è sottolineato dalla vittoria fra i giovani al Festival di Sanremo del 2009 con Sincerità e il debutto come attrice, battezzato alla Mostra del Cinema di Venezia del 2011 tra i protagonisti del film Tutta colpa della musica di Ricky Tognazzi. È stata la rivelazione della quinta edizione di X Factor e il 24 gennaio 2012 ha pubblicato il suo primo romanzo Il Paradiso non è granché per Mondadori.
Cantante, attrice, scrittrice, personaggio televisivo: il percorso artistico di Arisa ha molteplici diramazioni, tutte illuminate dal sole del talento.

La sua è indubbiamente una delle più belle voci femminili italiane, capace di emozionare anche i palati più fini. «Ha una voce composta e soave», ha detto il grande Lelio Luttazzi quando ha duettato con lei a Sanremo 2009. Maurizio Costanzo ha affermato che se dovesse affidare a un’ altra cantate italiana il brano “Se telefonando” (scritto con Ghigo De Chiara ed Ennio Morricone per Mina nel 1966) penserebbe subito all’interprete lucana. Anche Franco Battiato ha mostrato entusiasmo per le doti di Arisa e l’ha invitata ad aprire alcuni suoi concerti.
Iscritta come Rosalba Pippa all’anagrafe di Genova, dove è nata il 20 agosto 1982, cresce nella casa di famiglia a Pignola, un piccolo centro a pochi chilometri da Potenza. Ha la musica nel dna: già all’età di 4 anni partecipa al primo concorso, nel quale canta “Fatti mandare dalla mamma” di Gianni Morandi, iniziando un processo di maturazione che nel 2007 le fa vincere una borsa di studio come interprete al CET (la scuola di musica di Mogol) dove conosce l’autore Giuseppe Anastasi, con cui instaura un proficuo rapporto professionale.
Il successo a SanremoLab nel 2008 la proietta sul palco del Teatro Ariston nella gara delle Giovani Proposte del Festival di Sanremo 2009. Un debutto esaltante. Arisa vince con la canzone Sincerità e convince anche gli ascoltatori più attenti ed esigenti: si aggiudica il Premio della Critica intitolato a Mia Martini e il Premio Assomusica Casa Sanremo per aver saputo creare un rapporto immediato con il pubblico (Sincerità conquista la vetta della classifica di iTunes ancora prima della finale di Sanremo) e per la semplicità e dimestichezza dimostrate nel memorabile duetto, con il Maestro Lelio Luttazzi al pianoforte, in una versione swing di Sincerità che manifesta quanto sia poliedrico il suo talento.
La canzone sanremese rimane al numero 1 della classifica dei singoli per 6 settimane consecutive, trainando nella Top 5 della classifica degli album il disco d’esordio Sincerità. Il successo a Sanremo non resta isolato: ai TRL Awards di Mtv riceve il disco d’oro per l’album Sincerità e in occasione dei Wind Music Awards all’Arena di Verona viene premiata come rivelazione dell’anno dall’associazione dei discografici. Si esibisce anche ai Venice Music Awards e tiene i primi concerti: il 21 giugno 2009 è fra le protagoniste dell’evento live benefico Amiche per l’Abruzzo allo Stadio San Siro di Milano, organizzato da Laura Pausini, Gianna Nannini, Giorgia, Elisa e Fiorella Mannoia per aiutare le persone colpite dal terremoto in Abruzzo. A settembre 2009 viene invitata a cantare al Quirinale.
Nel 2010 Arisa torna al Festival di Sanremo con il brano Malamorenò accompagnata dal trio Le Sorelle Marinetti. Non vince, ma ancora convince: il famoso jazzista Lino Patruno la affianca sul palco dell’Ariston per un altro duetto di assoluto prestigio. Contemporaneamente al singolo, che raggiunge le piazze d’onore della classifica, viene pubblicato l’omonimo album Malamorenò, che vede la cantante anche nel ruolo di co-autrice di alcuni brani.
Quel che accade nel corso del 2010 è la prova che Arisa “piace alla gente che piace”: la poetessa Alda Merini recita il testo della sua prima hit Sincerità; l’attrice Franca Valeri la vuole ospite della serata in suo onore alla Versilliana in occasione del Gran Gala Pucciniano, nel quale Arisa riceve il Premio Teatro nella Musica e Maurizio Costanzo la invita a una serata dedicata a Massimo Troisi, della quale è direttore artistico.

Anche la televisione si innamora di Arisa, che partecipa a tutti i programmi più importanti – da Niente di personale di Antonello Piroso su La7 a Chiambretti Night e Le Iene su Italia 1 – e sfodera la sua vena ironica in un esilarante siparietto con Checco Zalone a Zelig su Canale 5. Il suo intervento a Victor Victoria condotto da Victoria Cabello fa registrare il picco d’ascolto della puntata; così la conduttrice decide di scritturare Arisa come opinionista fissa del suo talk show su La7.

Nel 2011 non partecipa alla gara sanremese, ma è protagonista della serata per celebrare i 150 anni dell’Unità d’Italia, nella quale interpreta lo storico brano “Mamma mia dammi cento lire” assieme a Max Pezzali.
Il 2011 è l’anno del debutto come attrice cinematografica, una carriera parallela alla musica che raccoglie critiche altrettanto lusinghiere. Arisa interpreta il ruolo di Chiara nel film Tutta colpa della musica diretto da Ricky Tognazzi e presentato alla Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia. Oltre a recitare assieme a Stefania Sandrelli, Elena Sofia Ricci, Marco Messeri, Debora Villa e lo stesso Ricky Tognazzi, Arisa canta il tema del film: la canzone Il tempo che verrà scritta da lei in collaborazione con Giuseppe Barbera e Giuseppe Anastasi. Il promettente esordio cinematografico viene confermato con la partecipazione alla pellicola La peggior settimana della mia vita di Alessandro Genovesi, nella quale compare al fianco di Alessandro Siani (protagonista con Bisio di “Benvenuti al sud” e “Benvenuti al nord”), Fabio De Luigi e Cristiana Capotondi e come interprete del singolo L’amor sei tu, composto assieme a Naïf Hérin per la colonna sonora.
Fra i suoi impegni musicali spiccano le performance del live Arisa Special Tour Victor Victoria con famose cover reinterpretate in forma di “mash up” con celebri brani di musica classica.

Il 2011 si chiude con un’indimenticabile performance live allo storico Blue Note di Milano e con la partecipazione alla quinta edizione di X Factor come giudice assieme a Simona Ventura, Elio e Morgan. La competenza, la simpatia e la grinta di Arisa, autentica rivelazione del talent show, contribuiscono agli ottimi ascolti del programma trasmesso per la prima volta su Sky Uno.

Il 2012 si apre con una nuova avventura artistica: il 24 gennaio viene pubblicato il suo primo romanzo Il Paradiso non è granché (Storia di un motivetto orecchiabile), edito da Mondadori; un racconto dove Arisa utilizza Marisa, il personaggio protagonista del libro, per raccontare l’essenza del vissuto di questi ultimi anni della sua vita.

Le prossime emozioni di Arisa saranno rappresentate dalla pubblicazione del terzo album Amami- prodotto da Mauro Pagani – e dalla terza partecipazione al Festival di Sanremo con il singolo La notte alle quali si aggiunge la collaborazione con Josè Feliciano nel riproporre lo storico Que sera.

“Amami”

Negli ultimi mesi Arisa ha mostrato un indubbio eclettismo: apprezzata attrice in “Tutta colpa della musica” di Ricky Tognazzi e “La peggior settimana della mia vita” di Alessandro Genovesi; personaggio televisivo prima come “cantante pensante” di “Victor Victoria” su La7, poi come giudice di “X Factor” su Sky Uno; autrice del romanzo “Il Paradiso non è granché (storia di un motivetto orecchiabile)”, in cui la sua freschezza e ironia s’intrecciano con un’osservazione acuta, a tratti amara, della realtà.
Tante tracce di un percorso artistico, che ora riprende la sua corsa sul sentiero prediletto: quello della musica.
La terza partecipazione al Festival di Sanremo con la canzone “La notte” – in realtà è la quarta presenza consecutiva al Teatro Ariston, perché l’anno scorso ha duettato con Max Pezzali nella celebrazione dei 150 anni dell’Unità d’Italia – è il preludio al terzo album “Amami”, prodotto da Warner Music, nei negozi dal 15 febbraio. Arrangiato e prodotto artisticamente da Mauro Pagani, “Amami” é il disco della maturità, perché gli ostacoli del cuore e della vita aiutano a crescere e Arisa ha fatto il pieno di emozioni, uscendone rafforzata come donna e come artista.

«In passato sono sempre stata troppo attenta a non risultare scomoda per nessuno. L’invidia della gente mi fa paura. Per anni mi sono sentita in debito con tutti qualsiasi cosa facessero o non facessero per me. Vivere delusioni serie mi ha reso piu coraggiosa e cosciente del fatto che esisto anche io. Ho trovato la forza di comunicare tutta me stessa, senza aver paura del giudizio altrui»

Dopo “Il tempo che verrà” tema della colonna sonora del film “Tutta colpa della musica”, Arisa scrive”Amami”, la title track dell’ album, e “Missiva d’amore”.
Il singolo “La notte” – in gara al Festival di Sanremo – descrive il doloroso e intricato turbinio di emozioni che si vive quando un amore finisce.
Nelle sue raffinate ed emotivamente intense prove d’autrice, “Amami” e “Missiva d’amore”, Arisa scende nel Purgatorio di un amore tormentato eppure indissolubile, chiedendo ad “AMORE” stesso di liberarla dalle sovrastrutture alle quali siamo abituati per cultura.
Ascoltare l’album “Amami” è come puntare l’occhio in un caleidoscopio di emozioni e situazioni in mutamento perpetuo.
“L’amore è un’altra cosa” è la presa di coscienza del lento ma inarrestabile scioglimento di un sentimento creduto eterno.
“Bene se ti sta bene” è pura rassegnazione mentre “Ci sei e non ci sei” è uno dei brani più romantici del disco.
L’autoanalisi di “Poi però” introduce nei pensieri di “Si vola”, una sorta di manuale di istruzioni sull’amore.
Il testo de “Il tempo che verrà” (scritto da Arisa con Giuseppe Barbera e Giuseppe Anastasi, autore di tutte le altre canzoni del disco) è un inno alla speranza.
Non manca nemmeno l’ironia di Arisa che si manifesta chiaramente in “Democrazia” e “Nel regno di chissà che c’è”, due canzoni con toni allegri al servizio di una satira sferzante.
Le tante sfaccettature della personalità di Arisa sono sottolineate da una vocalità più matura, più raffinata, più personale, pur mantenendo quella che il Maestro Lelio Luttazzi (al suo fianco nell’esordio trionfale a Sanremo 2009 con “Sincerità”) ha definito “una voce soave e composta”. «Nelle canzoni che ho scritto io, il canto è più introspettivo e malinconico. La mia musica è un canto notturno dell’anima ».

Dal Maestro Luttazzi al jazzista Lino Patruno, che l’ha accompagnata a Sanremo 2010, fino a un esteta come Franco Battiato, del quale ha aperto alcuni concerti: i grandi musicisti sono intrigati dal talento poliedrico di Arisa. La conferma è nella lista di musicisti che hanno partecipato alla registrazione dell’album “Amami”. Oltre a firmare la produzione artistica e gli arrangiamenti, Mauro Pagani ha suonato chitarra elettrica, percussioni, violino e armonica a bocca. Fra gli altri musicisti del disco notiamo Giuseppe Barbera al pianoforte e organo Hammond; Elio Rivagli (già alle “pelli” con De Andrè, Fossati, Baglioni, Ramazzotti, De Gregori, Mannoia e Zero) alla batteria; Max Gelsi (collaboratore storico di Elisa) al basso; Marco Brioschi al filicorno; Claudio Giacomazzi al violoncello; Gabriele Comeglio al sax; Mauro Di Domenico alla chitarra classica; Walter Porro alla fisarmonica; Rolando Angelo al trombone; Vincenzo Vasi al theremin; Edoardo De Angelis, primo violino, con gli archi dell’Orchestra da Camera dell’Umbria.

La tracklist di “Amami” con il commento di Arisa brano per brano

AMAMI
“Amami come se fossi un’edera
Come se fossi in vendita
Amami adesso come forse non farai mai più
Amami come se fossi musica
Quel motivetto semplice
Che ha dato il tempo a tutto ciò che è stato e che sarà di noi”…
– Ho scritto questo brano, pensando agli amanti che si sono amati tanto e si ameranno per sempre senza potersi avere mai piú.Spesso viviamo dei grandi amori che nel tempo cambiano perchè siamo noi a cambiare, non ci riconosciamo piú gli uni con gli altri, rimaniamo legati ad un ricordo d’amore che non esiste più perchè noi non siamo più quelli di un tempo.

IL TEMPO CHE VERRÀ
“Il tempo fa la storia soltanto la memoria
Ferma un istante nella mente mia
Perché lui non aspetta lui scorre lento in fretta
Non guarda indietro passa e non si ferma mai
Non so se c’è una fine né quanto ne rimane
Quello che voglio è provare a non buttarlo via
Pensando al mio passato e a quello che ho sbagliato
Io mi riprendo questa vita e le occasioni che mi dà
Senza nessun rimpianto”…
– Una canzone di speranza. La riflessione di una giovane donna sul tempo che “scorre lento in fretta”, inarrestabile. E non fa sconti, mai. Uno sguardo al proprio passato per far tesoro anche degli errori e affrontare con maggiore forza e fiducia le incognite che ci riserva il futuro. Io ho l’ansia del tempo, ma non ho paura di invecchiare. Ho scritto il testo assieme a Giuseppe Anastasi, mentre la musica è di Giuseppe Barbera, per la colonna sonora del film “Tutta colpa della musica” di Ricky Tognazzi, nel quale ho debuttato come attrice.

LA NOTTE
“E quando arriva la notte e resto sola con me
La testa parte e va in giro in cerca dei suoi perché
né vincitori né vinti si esce sconfitti a metà
La vita può allontanarci l’amore continuerà”…
– La sensazione di solitudine di una donna che comprende di non amare più la persona che ha vicino e cerca di fare chiarezza nei suoi pensieri attraverso la scrittura.Vive un doloroso turbinio di emozioni che le crea una totale confusione, perché la fine del sentimento che li unisce è un fallimento per entrambi. Anche se resteranno legati per sempre da un amore più etereo, forse più assoluto, che supera le dinamiche fisiche del rapporto di coppia.

L’AMORE È UN’ALTRA COSA
“Senti che ci manca qualcosa
Che c’è sempre una scusa
Che la gioia si è offesa
Che non c’è la scintilla
Che si è spenta la stella ma una colpa non c’è”…
– La presa di coscienza che la propria storia d’amore sta inesorabilmente finendo. La gioia di stare insieme lascia sempre più frequentemente posto a qualsiasi scusa per litigare. L’amore, anche carnale, si tramuta in rispetto, a volte perfino in costrizione. Si continua a vivere nella stessa casa per abitudine e non per un legame sentimentale autentico.

CI SEI E NON CI SEI
“I figuranti hanno vinto su tutta la storia
Eppure la gloria rimane a noi due
Che di due vite abbiam fatto una vita sola…
Io sono qui vicino a te che aspetto noi
Ci sei e non ci sei
Comunque ci sarai
L’amore è qualcosa che non muore mai”…
– Una canzone decisamente più romantica e molto più poetica. Lei stende le sue parole nell’aria, affinché un vento benevolo le porti fino a lui. È l’elogio di un sentimento assoluto: un amore puro che travalica i sensi.

DEMOCRAZIA
“Democrazia che vuoi che sia non ti arrabbiare
Se chi ti esporta in tutto il mondo è un militare
Che affronta la paura per questa dittatura
Ha una famiglia che lo aspetta e tiene botta”…
– Una canzone apparentemente spensierata, ma che allegramente esprime pensieri anche pesanti. È un’esortazione alla Democrazia: la speranza che arrivi davvero nel mio Paese, perché per ora non mi accorgo della sua presenza. È l’auspicio di non vedere mai più la Democrazia esportata dai militari, che nella stragrande maggioranza sono ragazzi che si arruolano “volontari” soltanto perché non riescono a trovare opportunità di lavoro alternative. E vanno a morire in guerra per pochi soldi.

BENE SE TI STA BENE
“Non devi niente ed io non devo a te
E allora resti tutto lì com’è
Facciamo finta da domani che va tutto quanto bene
Perché sperare sai che cosa fa
Frantuma la mia sensibilità
Ed anche il cuore adesso implora di evitare ogni dolore”…
– La rassegnazione al momento della resa dei conti in una relazione. Cerchi di rendere meno traumatico il distacco. Provi a convincere soprattutto te stessa che hai fatto tutto il possibile per salvare il rapporto: ci hai provato in mille modi, ma purtroppo non è andata. Dai la colpa al destino, ma sai che ti sei arresa per non autodistruggerti con inutili illusioni e speranze. Malinconica rassegnazione.

POI PERÒ
“Poi però un giorno dura un inverno
Come se
Se non ci fosse aria intorno
E vivere e vivere diventa a una bugia
Il cuore si difende
Ma poi non resta niente
Non resta niente”…
– La canzone spesso è una forma di autoanalisi. Comprendere le dinamiche di una relazione sentimentale che sta fallendo, per tentare di salvare il salvabile. È la ricerca di un rapporto più libero. Più maturo.

SI VOLA
“Ma poi l’amore fa come gli pare
Ti lascia lì in disparte oppure non ti fa dormire
Però quando consola e senti il suo respiro
E allora lì si vola e allora lì comprendi che cos’è sentirsi vivo”…
– Una sorta di manuale d’istruzioni sui sentimenti. Una riflessione sulla qualità dell’amore per capire qual è quello giusto per noi. Ci sono emozioni da cui a volte ci si deve anche difendere; pur nella consapevolezza che nessun tentativo di difesa da parte nostra potrà mai impedire all’amore di fare ciò che gli pare. Si ama anche se fa soffrire. A volte si ama perfino di più.

NEL REGNO DI CHISSÀ CHE C’È
“Nel regno di chissà che c’è
C’è un dittatore un mega re ed uno zar
Loro governano da un bar
Mentre si guardano lo sport
A portar via
Nel regno di chissà che c’è
Un cittadino come me non parla mai
Aspetta che la grande Snai
Lo possa togliere dai guai
E così sia
Tremo mentre aspetto l’estrazione delle otto”…
– Scritto prima dell’avvento del governo tecnico, è un testo ironico sulla sorte toccata al nostro Paese. Governanti che dettano legge, ma considerano l’incarico politico una specie di vacanza. Cittadini muti e rassegnati a non poter costruire nulla, perché il loro lavoro basta giusto per pagare l’abbonamento a Sky. Un brano che evidenzia il fatalismo del popolo italiano, che si affida sempre più alla “buona sorte” per risolvere i propri guai.

MISSIVA D’AMORE
“Mi sento sterile, incomprensibile
Sempre più fragile, inattendibile
Amore salvami da questa idea di te
Io voglio esistere anche per me”…
Una canzone intrecciata a doppio filo con il mio libro “Il Paradiso non è granché”.
Ho scritto una lettera in cui una donna rivendica il diritto di amare nel modo che ritiene più giusto e non come le è stato insegnato. Non vuole rifare vecchi percorsi, non intende farsi influenzare da sovrastrutture culturali. Le esperienze vissute da altri sono insegnamenti preziosi, ma ogni vita è un percorso autonomo e nuovo. Io voglio essere felice. E soprattutto in amore non permetto a nessuno d’insegnarmi come si fa»•

Leggi anche

Commenta per primo

Lascia un commento

L'indirizzo email non sarà pubblicato.


*