Armstrong si confessa da Oprah: «Mi sono dopato». E attacca gli sponsor della squadra COMMENTA  

Armstrong si confessa da Oprah: «Mi sono dopato». E attacca gli sponsor della squadra COMMENTA  

Il mito è crollato. Non lo ha fatto sulla strada, ma in uno studio televisivo. Di dubbi ormai ce ne erano rimasti pochi sulla sua effettiva colpevolezza, ma Lance Armstrong, sul divano di Oprah Winfrey, alla fine ha capitolato dopo mesi di strenua difesa della sua carriera, la carriera di un mostro sacro del ciclismo e di smentite sull’uso di doping.

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Davanti alla conduttrice più famosa e seguita d’America, in un’intervista durata più di due ore, Armstrong ha ammesso di aver fatto uso di sostanze dopanti per vincere nel Tour de France.

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Prima della confessione ad Oprah e all’America, il ciclista si era recato negli uffici della fondazione Livestrong, da lui creata nel 1997 dopo aver vinto la sua personale battaglia contro il tumore e che ha come missione la lotta contro il cancro, per scusarsi di fronte a più di 100 impiegati

Il 24 agosto 2012 l’Usada (United States Anti-Doping Agency) aveva ufficializzato la decisione di squalificare a vita Lance Armstrong, annullandogli tutti i risultati sportivi ottenuti dal 1998 in poi, compresi i sette Tour de France. Travis Tygart, Ceo di Usada (U.S. Anti-Doping Agency), a proposito del metodo di impiego delle sostanze dopanti da parte quello di Armstrong e della squadra U.S. Postal Service, lo ha definito «il programma di doping più sofisticato, professionale e di successo che lo sport abbia mai visto», dal momento che sono finiti sotto indagine anche altri 11ex compagni di squadra dell’americano. Armstrong, addirittura, sarebbe stato indicato come la mente di un sistema di assunzione di sostanze dopanti altamente pianificato.


E coperto. Una delle bombe che potrebbero essere lanciate da Oprah, oltre al definitivo autosmantellamento dell’epopea del ciclista vincitore in pista e contro il cancro, potrebbero anche riguardare proprio le accuse fatte proprio dal campione decaduto contro alcune influenti personalità del ciclismo a conoscenza del suo uso di doping e pronte a coprirlo, uno su tutti il banchiere Thomas Weisel, il maggiore sponsor della squadra di Armstrong al Tour de France ed altri esponenti del team sponsorizzato dall’Us Postal Service a partire dagli anni Novanta.

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Addirittura,  Armstrong starebbe parlando con il Dipartimento della Giustizia per una possibile testimonianza in azioni legali contro proprietari di squadre.

Questa collaborazione è vista sia come frutto della volontà di ripulirsi immagine e coscienza, sia come un estremo tentativo di mitigare il bando a vita dagli sport olimpici.

 

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