Arrestato il super boss della ‘Ndrangheta Rocco Aquino

Il boss, tra i 100 latitanti più pericolosi d'Italia, si nascondeva a Marina di Gioiosa

Pubblicato da Vincenzo Borriello il 10 febbraio 2012 16:11

Reggio Calabria – Si nascondeva a Marina di Gioiosa Ionica Rocco Aquino, 51 anni, inserito tra i 100 ricercati più pericolosi d’Italia. Figura di spicco della ‘Ndrangheta calabrese, Aquino era sfuggito all’arresto in un’operazione delle forze dell’ordine che, nel luglio del 2010, portò all’arresto di 300 persone. Il boss si nascondeva in un bunker nel sottotetto della sua casa a Marina di Gioiosa Ionica. Quello di Aquino si tratta di un arresto eccellente e rappresenta un duro colpo alla malavita organizzata calabrese che, come ha sottolineato Nicola Gratteri,  Procuratore di reggio Calabria, assume sempre più la fisionomia di un’organizzazione di tipo mafioso, segreta, fortemente strutturata su base territoriale, articolata su più livelli e provvista di organismi di vertice che prendono e ratificano le decisioni più importanti.

2 Commenti

  • Aquinodomenico

    SMENTITA DICHIARAZIONE RESE IN CONFERENZA STAMPA DAL DOTT. NICOLA GRATTERI IL 12/02/2012 RELATIVA ALLA CATTURA DEL LATITANTE AQUINO ROCCO

    Io SOTTOSCRITTO AQUINO DOMENICO , porgo alla cortese attenzione le dovute precisazioni in merito alle affermazioni rese dal Dott. Nicola Gratteri durante il corso della conferenza stampa del 12/02/2012 relativa alla cattura del latitante Aquino Rocco e così virgolettata: «Cento uomini per catturare Aquino»
     Il Dott. Nicola Gratteri afferma che i componenti della famiglia “Aquino” abbiano sporto una denuncia contro la sua persona e contro la Dott.ssa Miranda. Quindi  gli “Aquino” avrebbero sporto una denuncia collettiva, cioè si sarebbero mossi come dei consumatori esperendo una sorta di class action di natura penale contro  lui e la Dott.ssa Miranda. Beh, illustre direttore, le risparmio tutti i vari commenti e le battute che fisiologicamente potrebbero nascere a seguito di siffatte affermazioni.  Ad ogni modo, class action a parte, si contesta fermamente che qualcuno degli “Aquino” abbia mai denunciato il Dott. Nicola Gratteri, né tanto meno la Dott.ssa Miranda; se così non è, invito suo tramite, il Dott. Nicola Gratteri a fornire la prova di ciò che ha arbitrariamente affermato; se è così ben a conoscenza dei fatti il Dott. Gratteri perché non cita espressamente nome e cognome di chi lo ha denunciato? Numero di procedimento, motivazioni per le quali è stato denunciato? Rivolgiamogli questa domanda aspettando con ansia di ricevere una sua improbabile risposta. Dico improbabile perché Il Dott. Gratteri ha già in passato dimostrato insensibilità  non rispondendo alle legittime istanze formulate da mia madre in data 16/11/2011, proprio in merito alla condotta da tenersi nel corso delle operazione di perquisizione.  Credo che chi tace lo fa o per nascondere qualcosa o perché non sa cosa dire, ma questo ovviamente è solo un mio modestissimo pensiero. Mi auguro che il  Dott. Gratteri questa volta ci faccia ascoltare la sua voce, e possibilmente lo faccia evitando di fare la stessa brutta figura che ha fatto, agli occhi di chi sa la verità ovviamente, durante il corso della conferenza stampa relativa alla cattura di Aquino Rocco. Non riesco francamente a comprendere come un Procuratore della Repubblica  possa rendere delle dichiarazioni talmente false.
    Visto che è stato trattato l’argomento in quella conferenza stampa, argomento che proprio lì è il caso di dirlo ci azzeccava proprio come i cavoli a merenda, è giusto che informi tutti quelli che non ne sono al corrente, in primis ovviamente il Dott. Gratteri, di come stiano effettivamente le cose. Ad onor del vero, preciso che è stato denunciato da me, né dagli Aquino né tanto meno da Aquino Rocco o dai suoi congiunti, un solo carabiniere dei cacciatori, solo ed esclusivamente tale Alessandro Romano,  non per le insistenze delle perquisizioni, anche perché la frequenza delle stesse non potevano dipendere da lui, ma bensì per determinati specifici fatti costituenti reato perseguiti e puniti dagli  artt. 610 c.p. ,  590 c.p. e  615 c.p.; fatti che si sono verificati durante lo svolgimento di una perquisizione presso l’abitazione di mia madre.  Tutto quello che è accaduto in tale occasione è ampiamente documentato dalle prove che sono state acquisite al procedimento penale che ne è conseguito nei confronti del Romano Alessandro, e che attualmente pende presso il Tribunale di Locri.
    Si rimarca che la denuncia è seguita solo a fronte del comportamento fuorilegge del soggetto denunciato e non per le perquisizioni subite come si vorrebbe far intendere;  io ed i miei familiari abbiamo sempre collaborato durante il corso di tali operazioni di polizia e non abbiamo mai ostacolato il loro regolare svolgimento e, dall’altro lato, gli altri soggetti appartenenti alle forze dell’ordine che hanno sempre mantenuto un comportamento decoroso e rispettoso non sono stati destinatari di alcuna denuncia ad eccezione del sig. Romano Alessandro; e di fatti a seguito di ciò è stata sporta denuncia, ma,  non perché, come sostiene il Dott. Nicola Gratteri, tale elemento fosse il migliore, ma solo perché è stato l’unico a tenere un comportamento illecito; se poi violare la legge equivale ad essere i migliori possiamo affermare che l’Italia è piena di eroi e che Romano Alessandro sia uno di essi. Ritengo che un rappresentante dello Stato che agisce con il “codice in mano” deve avere il pieno rispetto della dignità di una persona senza prevaricare sol perché pensa che il portare una divisa lo possa rendere immune e impunito per qualsiasi abuso che egli possa perpetrare. Ebbene all’ennesimo abuso sono stato costretto a sporre denuncia, perché non si può stare zitti, è doveroso che chi non rispetta le leggi venga perseguito sia esso cittadino, appartenente alle forze dell’ordine o alla magistratura. Credo altresì, che il Dott. Nicola Gratteri, che non era presente all’accaduto, dovrebbe quanto meno evitare di commentare, se non altro, per il sol fatto che della vicenda se ne sta già occupando la Giustizia ordinaria, che saprà ben valutare tutti gli elementi che saranno rappresentati. Non sono né il primo e, purtroppo, credo che non sarò neanche l’ultimo cittadino che sporgerà denuncia per un abuso subito. Spesso accade che non si ha il coraggio di denunciare; la gente ha paura, la verità è che si ha paura delle ritorsioni e non si denunciano gli innumerevoli abusi che si consumano ogni giorno da parte di alcune mele marcie appartenenti purtroppo alle forze dell’ordine e, affermo alcune, perché ci sono moltissimi carabinieri onesti, che tutelano i cittadini e ne rispettano i diritti.
    Mi preme sottolineare che nel momento in cui un cittadino subisce un abuso ha due alternative, o tacere o denunciare. Se si propende per la seconda scelta si agisce nella piena legittimità e non si vede come una denuncia possa essere vista con stupore o come segno di sfida; una denuncia è solo una denuncia cioè il mezzo legale per tutelare una violazione di legge, nulla più di questo, proprio quello che il sottoscritto ha fatto. Chi la biasima porta un cattivo esempio al cittadino che lo ascolta. Non riesco a capire perché il Dott. Gratteri cerchi di alludere ad altro e  più specificatamente al fatto che qualcuno dovesse o volesse intimorire i Carabinieri, poiché nessuno ha mai pensato di intimorire i carabinieri ma ha soltanto  preteso che si rispettasse la legge ed i diritti dei cittadini per come previsto dal codice e dalla costituzione; poi mi chiedo cosa ci sia mai da temere nell’affrontare un processo se si è agito nella piena legittimità. In questi giorni ho imparato tanto, vengo a scoprire che denunciare un reato equivale ad intimorire; vi chiedo gentilmente di dirmi che ho sognato questa frase e vi prego di svegliarmi il prima possibile perché detesto gli incubi, se invece è un film vi prego di spegnere la televisione perché qualche bambino guardandola potrebbe seguire un cattivo esempio.   Il popolo italiano ha pagato a caro prezzo il raggiungimento della democrazia e la conseguente nascita della nostra Costituzione, proprio per il riconoscimento dei diritti inviolabili dell’uomo e quasi quasi ci si lamenta perché c’è  qualcuno che cerca di tutelarsi invocandone il rispetto. Non viviamo in una zona di frontiera, dove le regole sono dettate dalla ragione del più forte o del più potente; non viviamo nella giungla facciamo parte dell’Italia, dell’Europa e dell’Occidente. Ma quante battaglie devono fare ancora i cittadini perché vengano rispettati i principi fondamentali? A quanti soprusi dobbiamo ancora assistere?
    Il Dott. Gratteri sostiene che le persone che lavorano con lui rispettano le leggi e che lui viaggia con il codice in mano; il codice non basta tenerlo in mano ma bisogna aprirlo, leggerlo, capirlo e rispettarlo; dalla lettura del codice non emerge in alcun modo che un magistrato possa autorizzare la polizia giudiziaria ad andare a casa altrui ed offendere le persone che vi trova, le sue cose e quant’altro. Un rappresentante dello Stato che agisce con il “codice in mano” deve avere il pieno rispetto della dignità di una persona senza prevaricare. Aggiungo che non mi sento affatto impaurito dall’espressione usata dal Dott. Gratteri, a mio avviso gravissima perché essa fortemente intimidatoria, laddove sostiene che non c’è solo un carabiniere ma i carabinieri, o addirittura che se ne va uno ci sono a migliaia, e lo stesso dicasi  per i magistrati.  Non ho alcun timore ne di 100 carabinieri e ne di 1000 ed altrettanti Magistrati , perché sono un libero cittadino che pago le tasse e non faccio niente di cui posso aver timore; se qualcuno pensa di violare i miei diritti e di comprare il mio silenzio sotto la minaccia delle manette si è fatto un’idea sbagliata; si può perpetrare un abuso ma alla lunga la verità viene fuori e, come sono previste le manette per i cittadini, ritengo che siano previste anche per quella parte delle forze dell’ordine e magistrati che violano le leggi. Nessuno è immune. Quello che mi rende esterrefatto è come il Dott. Gratteri affronti in una conferenza stampa, relativa alla cattura del latitante Aquino Rocco, l’argomento della denuncia del Carabiniere dei Cacciatori e della denuncia da lui subita unitamente alla Dott.ssa Miranda senza essere neanche a conoscenza dei fatti; lui, rappresentante dello Stato, affronta tale argomento  ignorando la realtà dei fatti con una tranquillità disarmante, come di chi sa perfettamente che si può dire qualsiasi cosa per la posizione che si occupa senza la preoccupazione che qualcuno lo possa contraddire, o possa obiettare che si sta confondendo, che ignora le cose, che sta affermando il falso. In questo Stato, taluni magistrati, ripeto taluni, è come se si  sentissero intoccabili, come se sapessero perfettamente che la loro forza è talmente ampia a tal  punto da poter dire qualunque cosa gli venga in mente rimanendo non solo impuniti ma addirittura con la consapevolezza che nessuno li contraddirà. Ebbene non sempre è così, ogni tanto c’è chi ha il coraggio di rompere il muro del silenzio, c’è qualche cittadino che si stanca di subire e osa dire come stanno le cose e questo brucia, questo non va bene. Perché? Perché non si può contraddire un simbolo dell’antimafia. Non importa che si contraddica una affermazione falsa, l’importante è che non si tocchi il simbolo dell’antimafia, perché con tale simbolo si è liberi di spadroneggiare e di decidere il destino della vita di migliaia di cittadini. Non è così. Il simbolo dell’antimafia deve essere il simbolo del giusto, della verità. In nome della “Giustizia” e dello stato democratico scrivo per dire come stanno le cose. Non solo lo scrivo ma ho le prove di quello che dico. Io non scrivo né libri, non faccio convegni, né tantomeno sono un magistrato con tutto questo potere. Sono solo un semplice cittadino che dice come stanno le cose perché qualcuno si è preoccupato di fare il contrario.
    Concludo con la convinzione (mi auguro di sbagliare)  che la magistratura risponderà a questa lettera non prendendo posizione sui contenuti, che saranno certamente abilmente glissati, ma con l’ emanazione o di un’ordinanza di custodia cautelare o di qualche altro provvedimento che miri a screditare l’immagine di chi ha osato dire come stanno le cose.  
    Spero che lei Voglia pubblicare queste mie precisazioni,  ben Consapevole delle sanzioni penali nel caso di dichiarazioni mendaci.

  • “ALMENO CHE PUBBLICATE ARTICOLI CHE ABBIATE LA CORRETTEZZA DI FARVI DIRE LA VERITÀ’ , AD ESEMPIO NON VI HANNO COMUNICATO TUTTI GLI ABUSI CHE HANNO FATTO QUESTI SIGNORI INCOMINCIANDO DAL DOTT. NICOLA GRATTERI E PER FINIRE DEI CARABINIERI DEI CACCIATORI , EBBENE VE LI ELENCHERÒ’ COSI’ VEDIAMO SE VI PIACE PUBBLICARLI :

    INNANZITUTTO AQUINO ROCCO NON E’ NESSUN BOSS O SUPER BOSS FINO A PROVA CONTRARIA E’ UN ONESTO UOMO DI AFFARI CHE PAGA LE TASSE COME TUTTI I CITTADINI ONESTI  E TROPPO COMODO DIPINGERE LE PERSONE, CHE PROVINO QUELLO CHE DICONO CON DELLE PROVE E NON CON DELLE SEMPLICI ALLUSIONI O CHIACCHIERE ; AQUINO ROCCO AD OGGI E’ UNA PERSONA INCENSURATA;
    IN QUALE CODICE C’E’ SCRITTO CHE UN MAGISTRATO POSSA AUTORIZZARE I CARABINIERI AD ANDARE NELLE CASE DELLE PERSONE AD OFFENDERLI , SU QUESTE COSE GIA’ PENDE UN PROCEDIMENTO PENALE AL TRIBUNALE DI LOCRI R.C. CONTRO UN CARABINIERE DEI CACCIATORI PER REATI DI CUI GLI ARTT.610 c.p. ,  590 c.p. e  615 c.p.;
    IN QUALE STATO UN CARABINIERE SI PUO’ INTRUFOLARE COME UN LADRO IN CASA ALTRUI? MI SEMBRA CHE IL CODICE PENALE ITALIANO PUNISCE UN UFFICIALE CHE COMMETTE UNA VIOLAZIONE DI DOMICILIO..;
    QUANDO MAI SI E’ VISTO UN MAGISTRATO CHE FA’ DELLE DICHIARAZIONI FALSE , AD ESEMPIO IL DOTT. GRATTERI NELLA CONF. STAMPA RELATIVA ALL’ ARRESTO DI AQUINO ROCCO DICHIARAVA CHE GLI AQUINO LO AVREBBERO DENUNCIATO PER LE PERQUISIZIONI ECCESSIVE , NON E’ ASSOLUTAMENTE VERO, CHE LO DIMOSTRI DOVE UN AQUINO LO AVREBBE DENUNCIATO;
    QUALE CODICE DICE CHE PER LA RICERCA DI UNA PERSONA SI ENTRA IN CASA DISTRUGGENDO TUTTO QUELLO CHE TROVANO DAVANTI E CON TELECAMERE ACCESE FILMANDO TUTTI PER POI PUBBLICARLI DAPPERTUTTO , MI SEMBRA CHE ANCHE QUESTO SIA UN REATO;
    GRATTERI DICE CHE HA AVUTO L’ELITE DEI CARABINIERI ED UNA TECNOLOGIA AVANZATA,, MA CI VOLEVA ELITE  O TECNOLOGIA AVANZATA PER CATTURARE UNA PERSONA SULLA SOFFITTA DI CASA?

    QUESTA ELITE INVIATOGLI DAL GENERALE GANZER IL QUALE HA SUBITO UNA CONDANNA A 14 ANNI I DI CARCERE PER TRAFFICO DI DROGA DAL TRIBUNALE DI MILANO, OVVIAMENTE GRATTERI NON LO SA’ QUESTO?

    TUTTO CIO’ AFFERMATO E’ CORREDATO DI PROVE E NON FATTI,, PER TANTO DICO CHE QUANDO SI VUOLE PUBBLICARE UNA NOTIZIA CHE SI ABBI LA CORRETTEZZA DI NON ESAGERARE E SOPRATUTTO CHE SI DICA LA VERITÀ’”

  • Vincentscrive:
    "ALMENO CHE PUBBLICATE ARTICOLI CHE ABBIATE LA CORRETTEZZA DI FARVI DIRE LA VERITÀ' , AD ESEMPIO NON VI HANNO COMUNICATO TUTTI GLI ABUSI CHE HANNO FATTO QUESTI SIGNORI INCOMINCIANDO DAL DOTT. NICOLA GRATTERI E PER FINIRE DEI CARABINIERI DEI CACCIATORI , EBBENE VE LI ELENCHERÒ' COSI' VEDIAMO SE VI PIACE PUBBLICARLI : INNANZITUTTO AQUINO ROCCO NON E' NESSUN BOSS O SUPER BOSS FINO A PROVA CONTRARIA E' UN ONESTO UOMO DI AFFARI CHE PAGA LE TASSE COME TUTTI I CITTADINI ONESTI  E TROPPO COMODO DIPINGERE LE PERSONE, CHE PROVINO QUELLO CHE DICONO CON DELLE PROVE E NON CON DELLE SEMPLICI ALLUSIONI O CHIACCHIERE ; AQUINO ROCCO AD OGGI E' UNA PERSONA INCENSURATA; IN QUALE CODICE C'E' SCRITTO CHE UN MAGISTRATO POSSA AUTORIZZARE I CARABINIERI AD ANDARE NELLE CASE DELLE PERSONE AD OFFENDERLI , SU QUESTE COSE GIA' PENDE UN PROCEDIMENTO PENALE AL TRIBUNALE DI LOCRI R.C. CONTRO UN CARABINIERE DEI CACCIATORI PER REATI DI CUI GLI ARTT.610 c.p. ,  590 c.p. e  615 c.p.; IN QUALE STATO UN CARABINIERE SI PUO' INTRUFOLARE COME UN LADRO IN CASA ALTRUI? MI SEMBRA CHE IL CODICE PENALE ITALIANO PUNISCE UN UFFICIALE CHE COMMETTE UNA VIOLAZIONE DI DOMICILIO..; QUANDO MAI SI E' VISTO UN MAGISTRATO CHE FA' DELLE DICHIARAZIONI FALSE , AD ESEMPIO IL DOTT. GRATTERI NELLA CONF. STAMPA RELATIVA ALL' ARRESTO DI AQUINO ROCCO DICHIARAVA CHE GLI AQUINO LO AVREBBERO DENUNCIATO PER LE PERQUISIZIONI ECCESSIVE , NON E' ASSOLUTAMENTE VERO, CHE LO DIMOSTRI DOVE UN AQUINO LO AVREBBE DENUNCIATO; QUALE CODICE DICE CHE PER LA RICERCA DI UNA PERSONA SI ENTRA IN CASA DISTRUGGENDO TUTTO QUELLO CHE TROVANO DAVANTI E CON TELECAMERE ACCESE FILMANDO TUTTI PER POI PUBBLICARLI DAPPERTUTTO , MI SEMBRA CHE ANCHE QUESTO SIA UN REATO; GRATTERI DICE CHE HA AVUTO L'ELITE DEI CARABINIERI ED UNA TECNOLOGIA AVANZATA,, MA CI VOLEVA ELITE  O TECNOLOGIA AVANZATA PER CATTURARE UNA PERSONA SULLA SOFFITTA DI CASA? QUESTA ELITE INVIATOGLI DAL GENERALE GANZER IL QUALE HA SUBITO UNA CONDANNA A 14 ANNI I DI CARCERE PER TRAFFICO DI DROGA DAL TRIBUNALE DI MILANO, OVVIAMENTE GRATTERI NON LO SA' QUESTO? TUTTO CIO' AFFERMATO E' CORREDATO DI PROVE E NON FATTI,, PER TANTO DICO CHE QUANDO SI VUOLE PUBBLICARE UNA NOTIZIA CHE SI ABBI LA CORRETTEZZA DI NON ESAGERARE E SOPRATUTTO CHE SI DICA LA VERITÀ'"
  • Aquinodomenicoscrive:
    SMENTITA DICHIARAZIONE RESE IN CONFERENZA STAMPA DAL DOTT. NICOLA GRATTERI IL 12/02/2012 RELATIVA ALLA CATTURA DEL LATITANTE AQUINO ROCCO Io SOTTOSCRITTO AQUINO DOMENICO , porgo alla cortese attenzione le dovute precisazioni in merito alle affermazioni rese dal Dott. Nicola Gratteri durante il corso della conferenza stampa del 12/02/2012 relativa alla cattura del latitante Aquino Rocco e così virgolettata: «Cento uomini per catturare Aquino»  Il Dott. Nicola Gratteri afferma che i componenti della famiglia “Aquino” abbiano sporto una denuncia contro la sua persona e contro la Dott.ssa Miranda. Quindi  gli “Aquino” avrebbero sporto una denuncia collettiva, cioè si sarebbero mossi come dei consumatori esperendo una sorta di class action di natura penale contro  lui e la Dott.ssa Miranda. Beh, illustre direttore, le risparmio tutti i vari commenti e le battute che fisiologicamente potrebbero nascere a seguito di siffatte affermazioni.  Ad ogni modo, class action a parte, si contesta fermamente che qualcuno degli “Aquino” abbia mai denunciato il Dott. Nicola Gratteri, né tanto meno la Dott.ssa Miranda; se così non è, invito suo tramite, il Dott. Nicola Gratteri a fornire la prova di ciò che ha arbitrariamente affermato; se è così ben a conoscenza dei fatti il Dott. Gratteri perché non cita espressamente nome e cognome di chi lo ha denunciato? Numero di procedimento, motivazioni per le quali è stato denunciato? Rivolgiamogli questa domanda aspettando con ansia di ricevere una sua improbabile risposta. Dico improbabile perché Il Dott. Gratteri ha già in passato dimostrato insensibilità  non rispondendo alle legittime istanze formulate da mia madre in data 16/11/2011, proprio in merito alla condotta da tenersi nel corso delle operazione di perquisizione.  Credo che chi tace lo fa o per nascondere qualcosa o perché non sa cosa dire, ma questo ovviamente è solo un mio modestissimo pensiero. Mi auguro che il  Dott. Gratteri questa volta ci faccia ascoltare la sua voce, e possibilmente lo faccia evitando di fare la stessa brutta figura che ha fatto, agli occhi di chi sa la verità ovviamente, durante il corso della conferenza stampa relativa alla cattura di Aquino Rocco. Non riesco francamente a comprendere come un Procuratore della Repubblica  possa rendere delle dichiarazioni talmente false. Visto che è stato trattato l’argomento in quella conferenza stampa, argomento che proprio lì è il caso di dirlo ci azzeccava proprio come i cavoli a merenda, è giusto che informi tutti quelli che non ne sono al corrente, in primis ovviamente il Dott. Gratteri, di come stiano effettivamente le cose. Ad onor del vero, preciso che è stato denunciato da me, né dagli Aquino né tanto meno da Aquino Rocco o dai suoi congiunti, un solo carabiniere dei cacciatori, solo ed esclusivamente tale Alessandro Romano,  non per le insistenze delle perquisizioni, anche perché la frequenza delle stesse non potevano dipendere da lui, ma bensì per determinati specifici fatti costituenti reato perseguiti e puniti dagli  artt. 610 c.p. ,  590 c.p. e  615 c.p.; fatti che si sono verificati durante lo svolgimento di una perquisizione presso l’abitazione di mia madre.  Tutto quello che è accaduto in tale occasione è ampiamente documentato dalle prove che sono state acquisite al procedimento penale che ne è conseguito nei confronti del Romano Alessandro, e che attualmente pende presso il Tribunale di Locri. Si rimarca che la denuncia è seguita solo a fronte del comportamento fuorilegge del soggetto denunciato e non per le perquisizioni subite come si vorrebbe far intendere;  io ed i miei familiari abbiamo sempre collaborato durante il corso di tali operazioni di polizia e non abbiamo mai ostacolato il loro regolare svolgimento e, dall’altro lato, gli altri soggetti appartenenti alle forze dell’ordine che hanno sempre mantenuto un comportamento decoroso e rispettoso non sono stati destinatari di alcuna denuncia ad eccezione del sig. Romano Alessandro; e di fatti a seguito di ciò è stata sporta denuncia, ma,  non perché, come sostiene il Dott. Nicola Gratteri, tale elemento fosse il migliore, ma solo perché è stato l’unico a tenere un comportamento illecito; se poi violare la legge equivale ad essere i migliori possiamo affermare che l’Italia è piena di eroi e che Romano Alessandro sia uno di essi. Ritengo che un rappresentante dello Stato che agisce con il “codice in mano” deve avere il pieno rispetto della dignità di una persona senza prevaricare sol perché pensa che il portare una divisa lo possa rendere immune e impunito per qualsiasi abuso che egli possa perpetrare. Ebbene all’ennesimo abuso sono stato costretto a sporre denuncia, perché non si può stare zitti, è doveroso che chi non rispetta le leggi venga perseguito sia esso cittadino, appartenente alle forze dell’ordine o alla magistratura. Credo altresì, che il Dott. Nicola Gratteri, che non era presente all’accaduto, dovrebbe quanto meno evitare di commentare, se non altro, per il sol fatto che della vicenda se ne sta già occupando la Giustizia ordinaria, che saprà ben valutare tutti gli elementi che saranno rappresentati. Non sono né il primo e, purtroppo, credo che non sarò neanche l’ultimo cittadino che sporgerà denuncia per un abuso subito. Spesso accade che non si ha il coraggio di denunciare; la gente ha paura, la verità è che si ha paura delle ritorsioni e non si denunciano gli innumerevoli abusi che si consumano ogni giorno da parte di alcune mele marcie appartenenti purtroppo alle forze dell’ordine e, affermo alcune, perché ci sono moltissimi carabinieri onesti, che tutelano i cittadini e ne rispettano i diritti. Mi preme sottolineare che nel momento in cui un cittadino subisce un abuso ha due alternative, o tacere o denunciare. Se si propende per la seconda scelta si agisce nella piena legittimità e non si vede come una denuncia possa essere vista con stupore o come segno di sfida; una denuncia è solo una denuncia cioè il mezzo legale per tutelare una violazione di legge, nulla più di questo, proprio quello che il sottoscritto ha fatto. Chi la biasima porta un cattivo esempio al cittadino che lo ascolta. Non riesco a capire perché il Dott. Gratteri cerchi di alludere ad altro e  più specificatamente al fatto che qualcuno dovesse o volesse intimorire i Carabinieri, poiché nessuno ha mai pensato di intimorire i carabinieri ma ha soltanto  preteso che si rispettasse la legge ed i diritti dei cittadini per come previsto dal codice e dalla costituzione; poi mi chiedo cosa ci sia mai da temere nell’affrontare un processo se si è agito nella piena legittimità. In questi giorni ho imparato tanto, vengo a scoprire che denunciare un reato equivale ad intimorire; vi chiedo gentilmente di dirmi che ho sognato questa frase e vi prego di svegliarmi il prima possibile perché detesto gli incubi, se invece è un film vi prego di spegnere la televisione perché qualche bambino guardandola potrebbe seguire un cattivo esempio.   Il popolo italiano ha pagato a caro prezzo il raggiungimento della democrazia e la conseguente nascita della nostra Costituzione, proprio per il riconoscimento dei diritti inviolabili dell’uomo e quasi quasi ci si lamenta perché c’è  qualcuno che cerca di tutelarsi invocandone il rispetto. Non viviamo in una zona di frontiera, dove le regole sono dettate dalla ragione del più forte o del più potente; non viviamo nella giungla facciamo parte dell’Italia, dell’Europa e dell’Occidente. Ma quante battaglie devono fare ancora i cittadini perché vengano rispettati i principi fondamentali? A quanti soprusi dobbiamo ancora assistere? Il Dott. Gratteri sostiene che le persone che lavorano con lui rispettano le leggi e che lui viaggia con il codice in mano; il codice non basta tenerlo in mano ma bisogna aprirlo, leggerlo, capirlo e rispettarlo; dalla lettura del codice non emerge in alcun modo che un magistrato possa autorizzare la polizia giudiziaria ad andare a casa altrui ed offendere le persone che vi trova, le sue cose e quant’altro. Un rappresentante dello Stato che agisce con il “codice in mano” deve avere il pieno rispetto della dignità di una persona senza prevaricare. Aggiungo che non mi sento affatto impaurito dall’espressione usata dal Dott. Gratteri, a mio avviso gravissima perché essa fortemente intimidatoria, laddove sostiene che non c’è solo un carabiniere ma i carabinieri, o addirittura che se ne va uno ci sono a migliaia, e lo stesso dicasi  per i magistrati.  Non ho alcun timore ne di 100 carabinieri e ne di 1000 ed altrettanti Magistrati , perché sono un libero cittadino che pago le tasse e non faccio niente di cui posso aver timore; se qualcuno pensa di violare i miei diritti e di comprare il mio silenzio sotto la minaccia delle manette si è fatto un’idea sbagliata; si può perpetrare un abuso ma alla lunga la verità viene fuori e, come sono previste le manette per i cittadini, ritengo che siano previste anche per quella parte delle forze dell’ordine e magistrati che violano le leggi. Nessuno è immune. Quello che mi rende esterrefatto è come il Dott. Gratteri affronti in una conferenza stampa, relativa alla cattura del latitante Aquino Rocco, l’argomento della denuncia del Carabiniere dei Cacciatori e della denuncia da lui subita unitamente alla Dott.ssa Miranda senza essere neanche a conoscenza dei fatti; lui, rappresentante dello Stato, affronta tale argomento  ignorando la realtà dei fatti con una tranquillità disarmante, come di chi sa perfettamente che si può dire qualsiasi cosa per la posizione che si occupa senza la preoccupazione che qualcuno lo possa contraddire, o possa obiettare che si sta confondendo, che ignora le cose, che sta affermando il falso. In questo Stato, taluni magistrati, ripeto taluni, è come se si  sentissero intoccabili, come se sapessero perfettamente che la loro forza è talmente ampia a tal  punto da poter dire qualunque cosa gli venga in mente rimanendo non solo impuniti ma addirittura con la consapevolezza che nessuno li contraddirà. Ebbene non sempre è così, ogni tanto c’è chi ha il coraggio di rompere il muro del silenzio, c’è qualche cittadino che si stanca di subire e osa dire come stanno le cose e questo brucia, questo non va bene. Perché? Perché non si può contraddire un simbolo dell’antimafia. Non importa che si contraddica una affermazione falsa, l’importante è che non si tocchi il simbolo dell’antimafia, perché con tale simbolo si è liberi di spadroneggiare e di decidere il destino della vita di migliaia di cittadini. Non è così. Il simbolo dell’antimafia deve essere il simbolo del giusto, della verità. In nome della “Giustizia” e dello stato democratico scrivo per dire come stanno le cose. Non solo lo scrivo ma ho le prove di quello che dico. Io non scrivo né libri, non faccio convegni, né tantomeno sono un magistrato con tutto questo potere. Sono solo un semplice cittadino che dice come stanno le cose perché qualcuno si è preoccupato di fare il contrario. Concludo con la convinzione (mi auguro di sbagliare)  che la magistratura risponderà a questa lettera non prendendo posizione sui contenuti, che saranno certamente abilmente glissati, ma con l’ emanazione o di un’ordinanza di custodia cautelare o di qualche altro provvedimento che miri a screditare l’immagine di chi ha osato dire come stanno le cose.   Spero che lei Voglia pubblicare queste mie precisazioni,  ben Consapevole delle sanzioni penali nel caso di dichiarazioni mendaci.