Arrivi e partenze – Inter: Mouzzarri è la scelta giusta

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Arrivi e partenze – Inter: Mouzzarri è la scelta giusta

Il nuovo allenatore dell’Inter è l’uomo giusto per la ricostruzione. Antidivo per eccellenza ma pratico come pochi, può conquistare i tifosi come fece Mourinho


Il tifoso è passionale. Il tifoso è volubile, vive di alti e bassi, a seconda delle emozioni. Quando la società decide però, i supporter non contano nulla. È un dato di fatto. Scindere cuore e ragione non è semplice. Massimo Moratti -ultimo esempio in ordine cronologico – ci è riuscito scegliendo Walter Mazzarri come nuovo timoniere dell’Inter. Una decisione che ha fatto storcere il naso a qualcuno, a chi guarda più al blasone.


Bisbetico domato Il tecnico di San Vincenzo non brilla certo per la simpatia. Giunto alla ribalta un po’ in ritardo, Mazzarri appartiene a quella schiera di tecnici un po’ vecchia maniera. Monolitico e a tratti scontroso ma un guru per chi ha avuto la fortuna di lavorarci insieme.Anche un po’ “piangina” al limite, in perfetto stile italiano. Soprattutto quando si tratta di commentare errori arbitrali a sfavore.

Su quelli a favoreinvece, preferisce spesso sorvolare. Inizialmente poco empatico ma, non appena all’opera, idolo di tifosi e ambiente. Antipatico ma pratico.


Non sogni ma solide realtà Walter Mazzarri non è un aristocratico, si è fatto da se ed a parlare è il suo “pedigree”.Un cavallo di razza, arrivato dov’è con fatica e sudore, la famosa gavetta. Merito più che altro. Le prime esperienze da allenatore vero, sono la palestra per formare il Walter del futuro. Una stagione all’Acireale (2001-2002) ed un’altra,quella successiva, alla Pistoiese. Tocca poi al Livorno, con il quale raggiunge una storica promozione in serie A. Il suo capolavoro lo compie però alla Reggina.Nel campionato 2006-2007, nonostante una penalizzazione di 15 punti (ridotti poi a 11) causata da Calciopoli, riesce a salvare i calabresi. Il biennio alla Sampdoria e le quattro fantastiche stagioni a Napoli sono storia recente.
Non ha l’aplomb di Guardiola o la calma di Heynckes, né il ciuffo di Ancelotti o la mascella di Capello.

A dispetto dei trascorsi difficili, Mazzarri è più simile Mourinho di quanto pensi. E i tifosi dell’Inter lo sperano vivamente. Chissà perché.

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