Art. 11L’ arte della guerra: un altro attacco alla Costituzione

Roma

Art. 11L’ arte della guerra: un altro attacco alla Costituzione

Il Ministro Di Paola non si arrende e torna da Monti per chiedere una revisione dello strumento militare. La nostra Costituzione secondo l’art 11 ” ripudia la guerra come strumento di offesa alla libertà degli altri popoli e come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali”. Eppure siamo rimasti in Iraq per più di tre anni ed abbiamo ancora truppe in Afghanistan! Bah! Eppure abbiamo sostenuto Bush, che oltretutto era calato di credibilità al punto di essere considerato uno fra ultimi presidenti di tutta la storia d’America! Nel 1991 sotto la dittatura del Pentagono, il governo Andreotti ha stabilito che il compito delle forze armate non è solo la difesa della patria (art.52), ma anche tutela degli interessi nazionali ovunque sia necessario. Così siamo stati e siamo coinvolti in guerra per missioni di pace presentandoci con i carri armati, gli F35 cari a Di Paola, elicotteri e via dicendo, i quali non possono essere acquistati singolarmente a € 100 milioni cad, ma a stormo intero, nonostante la crisi e nonostante l’art.11.

Nel 1993 entriamo in scena a fianco degli Usa in Somalia e il Capo di Governo Ciampi sostiene la necessità di guardare a lungo raggio , poi è la volta di Dini nel 1995 con l’affermazione ” la funzione delle forze armate trascende lo stretto ambito militare per assurgere a misura dello status del paese nel contesto internazionale”; Prodi nel 1996 ritiene che quello militare debba essere strumento della politica estera; nel 1999 Amato fa partecipare il nostro paese alla guerra Usa contro la Jugoslavia. A suo dire lo strumento bellico deve avere una proiezione più dinamica grazie ad un esercito composto non più dalla leva obbligatoria ma da professionisti, cosa utile poi al governo Berlusconi per la guerra di’Iraq ed Afghanistan. Ora il nostro Di Paola, con una visione ancora più ampia ci vorrebbe armati ovunque ed intende oltretutto istituzionalizzare con decreto legge un’organizzazione armata piccola ma efficiente per rafforzare gli strumenti di dominio, scardinando come già fatto per l’art.18 un altro pezzo di Costituzione.. Ma come si sa oramai la Costituzione per i nostri “politicanti” non è un ostacolo, si sa che c’è un” accordo operativo” fra Italia ed Usa, si sa che l’Italia ospita 90 bombe atomiche tra Aviano e Ghedi, si sa che la guerra frutta, soprattutto grazie agli appalti privati per la ricostruzione!!.Altro che pace!!

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