Art.18: depositati i quesiti referendari COMMENTA  

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Depositati i quesiti referendari: manca solo il Pd

 

Martedì sono stati depositati in Cassazione i due quesiti referendari sul lavoro per eliminare l’art.8 della manovra Berlusconi e ripristinare per intero il testo originario dell’art.18, letteralmente sbrandellato dal Governo Monti, con la riforma Fornero e l’inezia della Cgil.

Il Comitato promotore vede riunita tutta la sinistra ad eccezione del Pd. Una Rosy Bindi, quanto mai determinata ha tenuto a precisare, a scanso di equivoci ,che questi referendum sono un grave errore”. Poi ricorda ai suoi proseliti che l’art. 18 è stato abolito anche grazie al Pd , segno inequivocabile che è richiesta obbedienza su tale questione.


Di certo, tale obbedienza non arriverà mai dall’eurodeputato Pd Sergio Cofferati, simbolo proprio della difesa dell’art. 18: fu lui che, in qualità di segretario della Cgil, trascinò in piazza 3 milioni di persone e riuscì ad impedire a Berlusconi di smembrarlo.

Cofferati ha scritto una lettera abbastanza chiara riguardo ai diritti dei lavoratori: “Gli impegni parlamentari di Strasburgo mi impediscono di essere lì con voi, ma voglio dirvi che aderisco con convinzione alla promozione dei referendum abrogativi dell’art . 8 della legge 138 bis e delle norme che hanno di fatto cancellato l’art.18 dello Statuto dei Lavoratori”

Per l’eurodeputato non è certo questa la via da seguire per uscire dalla crisi ed aggiunge: “la raccolta delle firme sarà anche l’occasione per riproporre una discussione sui temi del valore sociale del lavoro e dell’importanza vitale dei diritti delle persone”.

I 15 soggetti ribadiscono la centralità della difesa dei diritti da cui potrebbe scaturire la nascita di una nuova alleanza.

Di Pietro pone delle domande a Bersani: ”Casini se va al Governo mantiene la riforma Fornero.

Il Pd deve decidersi: la appoggerebbe o la sostituirebbe?”

La campagna referendaria avrà inizio il 13 ottobre con la raccolta firme in 15 città, ma intanto la Fiom ci aggiorna sui primi” bollettini di guerra”: pare che già siano stati licenziati un rilevante numero di lavoratori per “ragioni economiche

 Ricordiamo che la Fiom , che più di ogni altro soggetto sociopolitico, si è battuta strenuamente in difesa dell’art.

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, è stata estromessa dal lavoro sindacale in molte fabbriche, a cominciare dalla Fiat.

I banchetti per la raccolta firme saranno organizzati dalle forze politiche di sinistra, Fiom e alcuni settori della Cgil. Nei prossimi giorni i promotori lanceranno un sito dedicato proprio alla campagna e si costituirà un comitato di sostegno nazionale formato da giuristi, intellettuali in aggiunta alle varie forze sociali, politiche e sindacali.

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