ART.18. Fornero tentenna, ma MONTI vuole consegnare subito lo”scalpo”

Roma

ART.18. Fornero tentenna, ma MONTI vuole consegnare subito lo”scalpo”

Ieri alle 20.00 si è tenuto l’ ultimo incontro per discutere sulla riforma del mercato del lavoro. La ministra Fornero inizialmente dice ” domani avrete tutti i testi” . Immediata la rettifica “il consiglio dei Ministri non varerà la riforma del lavoro, per la quale bisognerà attendere una successiva riunione del Governo”.

Soprattutto sono attese delucidazioni di Monti relative al ” veicolo” legislativo. Inizialmente si era parlato di una legge delega che avrebbe di fatto procrastinato (solo di qualche mese)l’approvazione della riforma.

Monti avanza come un treno ad alta velocità , non intende minimamente discutere sull’art. 18 e afferma in modo perentorio che ” non ci sarà alcuna possibilità di reintegro dopo un licenziamento per motivi economici, ma solo un indennizzo”.

Bisogna chiarire un concetto: fra le tre causali di licenziamento, ovvero motivi economici, disciplinari e discriminatori, le ultime due sono state da sempre difficilmente dimostrabili dall’azienda; si deduce che sottrarre al potere della magistratura una delle tre, rischia di generare una vera e propria mattanza, che riporta le condizioni lavorative indietro di oltre un secolo, azzerando diritti, valori e dignità umana, riducendo il lavoratore, ad una sorta di schiavitù e dipendenza psicologica verso il datore di lavoro.

Già oggi nelle aziende si pratica , sebbene in maniera velata , pressione o mobbing che dir si voglia, per indurre all’errore, all’isolamento ed in certi casi volto all’atomizzazione dei lavoratori. Se si considera il costo del lavoro abbinato a calo delle vendite ( ovvio in un mercato al collasso), e alla produttività, risulta chiaro che licenziare per motivi economici è una ghiotta occasione per liberarsi di “quelli ” che pesano all’azienda, magari a sua totale discrezione. Un tempo veniva utilizzata la jus variandi, per trasferire i dipendenti scomodi o spostarli da un settore all’altro ( di cui spesso non avevano competenza), con l’obieàttivo di disamorarli e magari indurli a dimissioni forzate, adducendo come alibi il peso economico della figura professionale rispetto all’area o alla sede di appartenenza. Abolire l’art. 18 per motivi economici o disciplinare dà all’azienda facoltà di sbarazzarsi di un dipendente per poi magari inserire l’amico o il parente di turno.

Intanto la penisola sarà travolta da una serie di scioperi: Ieri a Milano hanno scioperato i metalmeccanici.

Oggi scioperi a Torino,Alessandria,Cuneo, Genova ,La Spezia, Pisa, Pistoia,Perugia, Terni, Caserta,Sarroch (Sardegna) e Palermo

e non è finita…..Elsa Fornero, Mario Monti © Governo/Mario Sayadi

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