Art.18: ok lampo al Governo. Così muoiono i diritti COMMENTA  

Art.18: ok lampo al Governo. Così muoiono i diritti COMMENTA  

Ieri il Governo ha posto la fiducia  al ddl lavoro che di fatto abbatte l’art.18, frazionando il disegno legge in quattro micro-parti: flessibilità in entrata, in uscita, ammortizzatori sociali e formazione.

Le votazioni sono cominciate dopo le 19 e si sono concluse con 247 si, 33 no e 1 astenuto per la fiducia sull’art. 18.

 Alle venti è arrivato il  secondo sì, quello sugli ammortizzatori con 246 voti a favore e 34 no, mentre oggi alle 13 si voteranno le ultime due fiducie.

Intanto ieri davanti al Senato, si è tenuto un predisio contro l’abolizione dell’art.18  e Susanna Camusso leader Cgil, fra i presenti ha così commentato”Quel testo non ci convince e non apprezziamo la scelta di chiedere la fiducia che tronca il dibattito.

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Lavoreremo per modificare il provvedimento” Anche la Fiom ha annunciato battaglia ed il segretario Maurizio Landini ha annunciato “due giornate di mobilitazione: il 13 nei territori e il 14 giugno anche con presidio a Roma, davanti al Parlamento” Il leadere della Cisl Bonanni invece si è  dichiato a favore della fiducia per lui”E’ un risultato da custodire perchè poteva andare peggio: il governo era già tornato indietro moltissimo” In tutto ciò il Senato si è colorito di tinte accese quando gli ex senatori di Prc Giovanni Russo Spena e Manule Palermi del Pdci, insieme al comitato “no debito” hanno lanciato dalle tribune un mucchio di volantini su cui era scritto “No alle controriforme del Governo e della Bce. No a Monti. Libertà e diritti per il lavoro”. Neanche a dirlo, i volantini sono stati rimossi e con essi pure i dissidenti! La prossima settimana la riforma andrà alla Camera e, se non subirà modifiche, fra max 15 giorni potrà essere pubblicata.

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