Art.81 pareggio di bilancio: è regressione costituzionale

Roma

Art.81 pareggio di bilancio: è regressione costituzionale

Ieri al Senato in seconda deliberazione si è proceduto alla revisione dell’ennesimo articolo della nostra martoriata Costituzione, l’art.81 ovvero il pareggio di bilancio, che stravolgerà il concetto stesso di democrazia, svuotata ormai di ogni contenuto. Con l’approvazione di questa legge costituzionale infatti la politica economica è sottratta al Parlamento, al Governo e all’intero corpo elettorale della nostra povera repubblica, ergo la Costituzione non ci apparterrà, non sarà più uno strumento giuridico, ma diverrà il feticcio più scabroso della tecnocrazia finanziaria la quale adottera di volta in volta misure diverse a seconda dei laidi interessi del” signor marchese” il neoliberismo e clienti !Il Nostro Governo non si limita a violentare la Costituzione, ma addirittura ne sta inventando una del tutto nuova per di più, senza chiedere il permesso o il consenso del popolo italiano, unico e vero sovrano. Votando questo procedimento infatti i gruppi non hanno tenuto conto nè dell’opinione di economisti”seri”, tra cui figuravano 5 premi Nobili, nè del corpo elettorale.

Parliamoci chiaramente, la Costituzione decostituzionalizzata è un paradosso che porterà ad una rapida regressione e già assistiamo ai suoi effetti devastanti come la compressione dei diritti dei lavoratori, le spese militari ingiustificate,le spese per le grandi e spesso inutili opere, la neutralizzazione della politica, tutto in nome e per conto del diktat delle banche, dell’europa, dell’economia, come fossero concetti astratti, scissi dalla realtà e non causa essi stessi della crisi in cui versa il paese, insieme ovviamente ad altre cause, tipo evasione fiscale sfacciatissima, ici ed acqua non pagati dal Vaticano, stipendi esagerati ed altrettanto esagerati privilegi da parte della classe politica e in generali dei vertici, cifre che basterebbero da sole a sfamare un bel pò di nazioni! Ma la bella notizia e che hanno respinto la richiesta di approvare la legge in questione, ma non con la maggioranza dei due terzi, ovvero quella che impedisce di indire un referendum popolare.

Adesso si cercherà di ottenere una proposta di legge costituzionale , ai sensi dell’art 71, con cui integrare l’art.81 ed assicurare che il 50% delle entrate di stato, regioni e comuni vengano destinate a garanzia di diritti sociali quali: salute, istruzione, formazione, assistenza sociale, retribuzione proporzionata alla qualità e quantità del lavoro svolto, previdenza e così via. E’ bene sottolineare che tutti questi diritti sono contenuti negli art. 32 e 38 della Costituzione e servono, non mi stancherò mai di ripeterlo, a ridurre spese inutili ed ingiustificate a fronte delle esigenze collettive e sociali di una sana democrazia. Adesso non ci resta che raccogliere 50 mila firme e dare voce al popolo!

Commenta per primo

Lascia un commento

L'indirizzo email non sarà pubblicato.


*


Leggi anche

Loading...