Atene: il parlamento approva anche il secondo pacchetto di riforme COMMENTA  

Atene: il parlamento approva anche il secondo pacchetto di riforme COMMENTA  

Nella notte il Parlamento di Atene ha approvato il secondo pacchetto di riforme e, ora, grazie a questo voto, inizia la trattativa con le istituzioni per lo sblocco definitivo del piano di salvataggio.


Le premesse derivanti dalla prima votazione non erano affatto buone e, invece, tutto è filato liscio, almeno dal punto di vista del premier Alexis Tsipras, che ha visto una riduzione del dissenso interno al suo partito Syriza, con addirittura l’ex ministro Yanis Varoufakis che ha votato a favore, al contrario di quanto fatto in precedenza, “per far guadagnare tempo al governo”, secondo la giustificazione fornita dal diretto interessato.


Nuove regole di protezione dei conti correnti in caso di fallimento delle banche (secondo il modello europeo, quindi per depositi fino a 100 mila euro) e riforma del codice civile finalizzata alla riduzione dei costi della giustizia.


“L’accordo che cominciamo a negoziare” ha spiegato Tsipras a inizio seduta “ci dà la totale copertura dei nostri bisogni per i prossimi tre anni, con un finanziamento di 82-86 miliardi, mentre quello bocciato dal referendum ci avrebbe sostenuto per 5 mesi con 7 miliardi di prestito più altri 6”, “Forse noi abbiamo accettato il compromesso perché non avevamo altre scelte, ma nessuno ci può attribuire l’appartenenza di questo programma”.

Ora tocca all’Europa, che deve però ancora fare i conti con il Fondo Monetario Internazionale di Christine Lagarde, secondo i cui tecnici il debito pubblico greco, così com’è, non è sostenibile e, quindi, deve essere ridotto.

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Contrario il ministro tedesco Wolfgang Schaeuble, l’uomo che, sin qui, ha dimostrato di essere quello che conta più di tutti.

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