Attacco a Bruxelles, Le vite spezzate da jihad. Identificate le prime vittime

Esteri

Attacco a Bruxelles, Le vite spezzate da jihad. Identificate le prime vittime

Attacco a Bruxelles, Leopold, Adelma, Olivier sono i nomi delle prime vittime dell’ultima tragedia.

Le vite spezzate da jihad hanno ricevuto le loro prime identificazioni. Ora tocca ai restanti, nei prossimi giorni si completerà l’identikit

ABBIAMO I NOMI – Leopold Hecht, vent’anni, studente di legge, deceduto poco tempo dopo le gravi ferite subite. Olivier Delespesse, giovane funzionario del ministero dell’Istruzione, anche lui sul treno orrendamente sventrato a Maelbeek, uno dei due luoghi dell’attentato. Infine Adelma Marina Tapia Ruiz, 36 anni, peruviana che da sei anni viveva nei sobborghu di Bruxelles: lei invece è stata uccisa davanti ai check in di Delta, pronta a volare a New York per le feste di Pasqua insieme alla famiglia, che però si è salvata (solo lievi ferite per la bambina più piccola). Sono queste le prime tre vittime identificate per l’attacco di pochi giorni fa a Bruxelles, ma già sappiamo che le operazioni di riconoscimento saranno lunghe e complesse.

Sono stati colpiti due luoghi assai affollati in uno dei cuori europei dell’integrazione (anche se ad oggi il Belgio sta facendo una figura davvero assai magra nei controlli e nella sicurezza). Il risultato è insieme complesso e terribile: si stima che i morti e i feriti hanno una quarantina di nazionalità diverse.

EUROPA A PEZZI – Si teme che purtroppo ci vorrà molto tempo per avere la lista completa dei decessi. Secondo alcune indiscrezioni derivate da fonti belghe sarebbero almeno 14 le vittime di difficilissima identificazione. Da questo comunque uno spaccato della grande varietà di chi vive a Bruxelles, o passa da qui per lavoro o per piacere. Di alcuni si avranno le salme complete, di altri solo dei pezzi dilaniati dall’esplosione Si stima che i morti e i feriti hanno una quarantina di nazionalità. Per ora solo i tre che abbiamo citati prima sono stati sono stati riconosciuti, a oltre 30 ore dalle esplosioni.

Lo stato del loro corpo lo permetteva, macabra facilitazione in una tale tragedia. Parallelamente intanto crescerà l’angoscia di chi da ieri mattina non sa nulla del proprio caro ma, non ha ancora perso la speranza di ritrovarlo vivo. Per aiutare questa disperata raccolta di informazioni, è nata spontanea una pagina su Facebook, ‘Bruxelles-profil Recherce Famille’, dove in tanti postano foto, indizi, per avere una traccia, una parola utile.

Commenta per primo

Lascia un commento

L'indirizzo email non sarà pubblicato.


*


Leggi anche

Modestino Picariello 708 Articoli
Giornalista e insegnante, amo poter raccontare la realtà in maniera chiara e semplice. Il più grande potere è nella conoscenza
Contact: Google+