L’attentato dell’11 settembre: un ricordo ancora vivido

Storia

L’attentato dell’11 settembre: un ricordo ancora vivido

11 settembre

A 16 anni di distanza dall'attentato dell'11 settembre alle Torri Gemelle la ferita non si è rimarginata e il ricordo è rinnovato dalle foto dell'evento.

L’attentato

11 settembre 2001, martedì: sembra essere una normale giornata lavorativa a New York, la Grande Mela. Le Torri Gemelle, la Torre Nord e la Torre Sud, sono ricolme di lavoratori che, come sempre, sono in piena attività. Nei due grandi grattacieli erano contenuti diversi esercizi commerciali e uffici; già da molti anni rappresentavano il fulcro economico della città. Nessuno avrebbe più rivisto in piedi le due Torri dopo le undici di quella mattina. Quando mancavano due minuti alle dieci un aereo, il volo 175 dell’United Airlines, si va a schiantare contro la Torre Sud. L’impatto provoca un incendio che dura 56 minuti e il conseguente crollo. Alle 10:28 un secondo aereo va a schiantarsi contro la Torre Nord: provoca un incendio di quasi due ore, oltre a danneggiare con i suoi detriti la torre del World Trade Center. Gli edifici crollarono e sparirono.

Gli aerei

Gli aerei che andarono a schiantarsi contro le Torri Gemelle quella mattina dell’11 settembre erano stati dirottati da un gruppo di terroristi.

Un gruppo formato da 19 terroristi prese il controllo di quattro aerei di linea, dirottandoli verso alcuni punti importanti con l’intento preciso di provocare la distruzione degli edifici contro cui andavano a schiantasi. Due, appunto, andarono a finire contro le Torri Gemelle; il terzo volo andò a schiantarsi contro il Pentagono – simbolo della forza militare degli Stati Uniti – e l’ultimo doveva andare a mirare il simbolo del governo politico degli Stati Uniti, la Casa Bianca, ma il piano non andò a buon fine e si andò a schiantare vicino Shanksville, in Pennsylvania. Dell’11 settembre, però, ci si ricorda in particolare della distruzione delle Torri Gemelle perché fu uno spettacolo raggelante, oltre al massacro più grande e insensato dei nostri tempi.

Le vittime

Come detto in precedenza, le Torri Gemelle erano sempre stracolme di persone che lavoravano o che le visitavano. In particolar modo nei giorni feriali le Torri Gemelle ospitavano forse la concentrazione maggiore di newyorkesi a lavoro.

Lo schianto che ha incendiato prima e distrutto poi le due Torri ha provocato lo stesso numero di morti che si sarebbe potuto ottenere in una battaglia. Oltre ai passeggeri degli aerei dirottati – che lottarono strenuamente fino alla fine – furono vittime inconsapevoli dell’attentato tutti i lavoratori delle Torri Gemelle e molti altri che passavano nei paraggi. L’incendio rese impossibile la fuga a molti, soprattutto a quelli che occupavano i piani più alti. Strazianti le ultime telefonate che sono state effettuate dagli aerei in corsa e dalle persone intrappolate nelle due Torri: erano le parole di chi stava descrivendo la propria morte incipiente. Le foto scattate all’evento mostrano decine di persone che, costrette dall’incendio, fanno l’ultimo disperato salto nel vuoto.

L’uomo che cade

Simbolo, infatti, di tutte le vittime dell’attentato dell’11 settembre è la foto scattata a un uomo – rimasto non identificato – che si lancia nel vuoto per sfuggire all’incendio.

Si trattò del brevissimo volo di 10 secondi di un lavoratore che si trovava in una delle due Torri. Richard Drew dell’Associated Press fu mandato d’urgenza sul luogo dell’attentato e, fra le tante foto che scattò, catturò in 12 fotogrammi la caduta di un uomo in camicia bianca. All’inizio si agitava, in preda al panico, poi c’è un fotogramma, rimasto nella storia, in cui si può vedere l’uomo a testa in giù scivolare a terra tranquillo, con la camicia fluttuante. Era il momento di comprensione prima dell’impatto: stava per morire e non c’era nulla più da fare. La quieta rassegnazione di quello che fu poi soprannominato dai media “l’uomo che cade” è stato il simbolo di ciò che dovettero affrontare tutte le vittime dell’attentato dell’11 settembre alle Torri Gemelle.

11 settembre

La foto e altre immagini

La foto dell’uomo che cade apparve sul The New York Times del 12 settembre e sconvolse tutti.

Al di là del ritaglio di tragedi che rappresentava, la foto fu vista come un’intrusione invadente nel dolore di quanti avevano perso in quella tragedia amici e parenti. Per questo motivo non venne più pubblicata per molto tempo. Ma dopo di lei vennero altre foto che ritraevano istanti altrettanto dolorosi e poi documentari, film e libri che parlavano della tragedia dell’11 settembre. Allora la foto dell’uomo che cade è tornata in circolazione, anche se non è servita a identificare chi fosse l’uomo in camicia bianca in caduta libera. Ma è servita sicuramente a ricordare un evento tragico, non solo per la storia degli Stati Uniti ma per quella di tutto il mondo. Oggi, nell’anniversario della tragedia, uno può riguardare quella foto prendendola come un memorandum: la vera tragedia dei conflitti è che a fare il salto nel vuoto verso la destinazione finale sono sempre le persone innocenti, che non meritavano di essere coinvolte in una guerra che non li riguardava.

L’uomo che cade è l’11 settembre.

(Ancora oggi la paura del terrorismo non ci abbandona: “Allarme Terrorismo, rubati tre furgoni: indicati come a ‘rischio’ dagli 007“)

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