Attentato a Milano, troppi buchi nelle misure di sicurezza

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Attentato a Milano, troppi buchi nelle misure di sicurezza

Attentato Milano tutti ormai dopo i fatti accaduti a Milano si chiedono come sia potuto succedere. Infatti sembra veramente impossibile come un uomo nel pieno centro di Milano entra nel Palazzo di Giustizia con un arma e poi la riesce ad usare nel suo interno. Infatti sono moltissime le domande: I Sistemi di Sicurezza? I Sorveglianti? I Metal D.? Ovviamente a queste domande c’è una sola risposta ovvero ci sono troppe falle nel sistema.

Milano: sembra davvero impossibile che al giorno d’oggi i metal detector non funzionano. Ma la verità e che gli ingressi al palazzo di Giustizia sono quattro, ma solo tre sono muniti di metal detector con l’apparecchiatura per passare le borse ai raggi X. Nel Palazzo di Giustizia ogni giorno entrano almeno cinquemila persone. A quanto pare Giardiello il Killer della strage, è entrato proprio dall’unica porta dove non era presente il metal detector.

Milano Strage: gli addetti ai lavori sono molto preoccupati in quanto non si sentono più sicuri.

Il Killer Giardiello è entrato dalla porta che era riservata agli addetti ai lavori, quindi il controllo di tesserini e badge di avvocati e magistrati non è stato eseguito correttamente. Secondo alcuni pare che il traffico da quella porta è abbastanza intenso, forse proprio per questo il Killer l’ha scelta per entrare. Infatti dagli altri ingressi non poteva entrare in quanto sono ingressi presidiati con grandissima scrupolosità. Il fattore che ha favorito il Killer è quello che una volta entrati all’interno del palazzo di giustizia ci si può muovere in piena autonomia. Secondo alcuni pare anche che siano pochi coloro che presidiano le quattro entrate del Palazzo di Giustizia, infatti pare proprio che ci siano solo sedici uomini della vigilanza, di cui alcuni sono armati ed altri no. All’interno del palazzo a presidiare le aree ci sono i carabinieri ma ovviamente non possono seguire tutti i movimenti delle persone che sono all’interno del Palazzo di Giustizia.

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