Attentato Barcellona, parla la madre del Killer: “Era buono, mi dava 300 euro al mese”

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Attentato Barcellona, parla la madre del Killer: “Era buono, mi dava 300 euro al mese”

Barcellona

Parla la madre del giovane attentatore della strage di Barcellona, ucciso nella giornata di ieri. "E' buono, ama la sua sorellina più piccola e ogni mese ci lascia 300 euro, la metà del suo stipendio" ha dichiarato.

Solo poche ore prima dell’uccisione dell’attentatore 22enne protagonista della strage di Barcellona, parla la madre del killer, Ghanima, la quale dichiara che il figlio era un bravo ragazzo: “Per me è ancora un bambino, io non ho mai notato nulla di strano nel suo comportamento. Ama la sua sorellina più piccola e mi chiama sempre quando è via”.

Le parole della madre dell’attentatore di Barcellona

“E’ buono, ama la sua sorellina più piccola e ogni mese ci lascia 300 euro, la metà del suo stipendio” continua la madre, che ancora non si capacita del gesto del figlio. Nella giornata di ieri Younes Abouyaaqoub è stato ucciso in una località della Catalogna, dopo una prima notizia del suo arresto. Secondo le autorità, il giovane è l’attentatore che si è messo alla guida del furgone che ha provocato la strage di Barcellona, dove sono deceduti anche alcuni italiani. El Pais aveva anche diffuso un fermo immagine del giovane terrorista, poche ore dopo l’attentato.

Il bilancio ufficiale è di 15 morti, l’ultimo dei quali è stato trovato ieri: si tratta di Pau Perez, un 34enne trovato all’interno di un auto.

La donna continua dichiarando che il figlio “Ha cominciato a lavorare e guarda i cartoni animati con i fratelli più piccoli, ride spesso. Non ci racconta mai quel che fa quando esce con gli amici. Ma non ha un brutto carattere. Non ci lamentiamo”.

L’inviato del Corriere parla con la madre di Younes Abouyaaqoub, con l’aiuto delle psicologhe e le insegnanti del Grup de Mestres, che traducono le sue parole. L’incontro con la donna avviene solo poche ore prima dell’uccisione del terrorista. “Non ho mai notato nulla di strano nel suo comportamento, neppure negli ultimi mesi. Non gli piace stare al computer. Quando è via chiama sempre per augurarmi la buonanotte. per me è ancora un bambino”.

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