Attentato di Brindisi, il killer confessa: «Sono stato io e non so il perché»

Cronaca

Attentato di Brindisi, il killer confessa: «Sono stato io e non so il perché»

La scuola Morvillo-Falcone di Brindisi
La scuola Morvillo-Falcone di Brindisi

Lecce – «Sì, quella bomba l’ho fatta io da solo. L’ho pensata e l’ho costruita». Con queste parole Giovanni Vantaggiato, imprenditore 68enne originario di Copertino (Le), ha ammesso che dietro l’attentato alla scuola brindisina Morvillo-Falcone c’è la sua mano. Dalle sue parole emerge quanto banale possa essere il male e quanto possa essere razionale: ««La bomba l’ho fabbricata io nel deposito. Ho comprato fuochi d’artificio e li ho svuotati mettendo dieci chili di polvere pirica in ciascuna bombola. Le bombole le ho portate la sera prima con la Fiat Punto sul luogo dell’attentato. La mattina dopo sono andato lì con la Hyundai e ho pigiato il telecomando. Ho fatto esplodere la bomba di giorno, perché di notte non c’era nessuno».

La lucida follia che Vantaggiato, sposato e con due figli, ha esibito nel raccontare la preparazione dell’attentato, si perde quando gli viene posta la domanda che tutta Italia si continua a fare dal giorno dell’orrore: perché? Cosa lo ha spinto a progettare un così meticoloso progetto di morte?. «Ho avuto un colpo di testa, che volete fare?» ha risposto agli inquirenti.

Sembra la risposta di un pazzo, ma il procuratore della Direzione Distrettuale Antimafia di Lecce, Cataldo Motta, ha assicurato che Vantaggiato «è capace di intendere e volere». Tuttavia, Motta, benché l’ammissione del killer sia coerente con gli elementi acquisiti nel corso delle indagini, mantiene delle perplessità sulla confessione dell’attentatore, soprattutto per quanto riguarda la reticenza nel fornire la motivazione del folle gesto: « Certamente la bomba l’ha messa lui, ma c’è perplessità sul contenuto tutto dell’interrogatorio. Ha ammesso la propria partecipazione, ma per quanto riguarda il resto non è convincente. Non si può escludere la presenza di un complice».

Per quanto riguarda il movente Vantaggiato avrebbe accennato a non chiare ragioni economiche: indagando sulla vita privata dell’attentatore, è emersa una causa mai risarcita di oltre 300mila euro per una fornitura di carburante, per cui il gesto potrebbe essere interpretato come una vendetta nei confronti della giustizia italiana, dal momento che il Tribunale di Brindisi, dove si era tenuto il processo di Vantaggiato, si trova accanto all’Istituto Morvillo-Falcone.

Quello che non è chiaro è il motivo per cui il killer avrebbe colpito la scuola. L’uomo, forse, avrebbe scelto di piazzare l’esplosivo nella Morvillo-Falcone per evitare le misure di sicurezza del tribunale. Spezzando la vita di Melissa Bassi che con la “giustizia italiana” non c’entrava niente.

A Vantaggiato è stato contestato anche il concorso in strage aggravata dalle finalità di terrorismo. La sola domanda che Giovanni Vantaggiato ha fatto la scorsa notte all’arrivo nel carcere di Lecce è stata «Quanto tempo dovrò stare qui?»

La risposta possiamo anche darla noi, senza esitare: sicuramente tanto

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