Attentato suicida a Kandahar, due kamikaze colpiscono vicino la base Isaf COMMENTA  

Attentato suicida a Kandahar, due kamikaze colpiscono vicino la base Isaf COMMENTA  

Kandahar City – Due esplosioni in pochi minuti, coordinate per massimizzare le vittime, e il sud dell’Afghanistan ripiomba nell’incubo terroristico.

A Kandahar, ex roccaforte dei talebani, due kamikaze si sono fatti esplodere in un parcheggio vicino alla base militare Kandahar Air Field, utilizzata dalle truppe Isaf (International Security Assistance Force) che agiscono sotto il comando della Nato.


Gli attentatori suicidi, uno dei quali su una moto, si sono fatti esplodere tra gli autisti dei camion in sosta, nella zona in cui i commercianti vendono provviste logistiche destinate alla base militare, uccidendo almeno 23 persone e ferendone una cinquantina. L’attacco è stato rivendicato da Qari Yousef Armadi, il portavoce dei talebani

Il capo della polizia provinciale, generale Abdul Raziq, ha dichiarato che i morti sono tutti autisti e addetti al trasporto rifornimenti per la Nato, aggiungendo che tra le vittime «non c’è neppure un militare», benché l’emittente Tolo Tv riporta che anche otto agenti di una compagnia privata di sicurezza afgana abbiano perso la vita nell’attentato.


Rahmatullah Atrafi, il vice capo della polizia provinciale, ha spiegato le dinamiche dell’attentato, rivelando che le esplosioni sono avvenute a pochi minuti l’una dall’altra. Prima è stato l’uomo a bordo di una motocicletta a farsi saltare in aria e poi, quando sono arrivati i primi soccorsi, l’altro kamikaze si è lanciato tra la folla e ha fatto detonare l’esplosivo che aveva legato al corpo.


Il presidente afghano, Hamid Garzai, ha condannato l’attacco, ma vi ha anche scorto un segno di debolezza da parte delle forze talebane: «Il nemico si sta indebolendo, perché sta uccidendo persone innocenti»

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