Attenti alla baby sitter!

Roma

Attenti alla baby sitter!

L’accusa per la tata sudamericana é di aver somministrato benzodiazepine a una bambina di 4 anni, con l’intenzione, forse, di calmare la piccola, ma gli effetti sono risultati tutt’altro che tranquillizzanti. I fatti risalgono al 2009 i genitori residenti a Roma affidano i loro tre figli alle cure della tata che si è sempre dimostrata affidabile e premurosa.

Al rientro dall’incontro scolastico serale, i due trovano la piccola in stato confusionale, che fatica a parlare, piange ininterrottamente e crede di vedere tartarughe e farfalle in giro per l’appartamento. Per la donna si tratta di un pianto inconsolabile. Dopo un consulto con il pediatra di fiducia, la piccola viene portata all’ospedale Bambin Gesù, dove le viene riscontrata un’intossicazione da da benzodiazepine: un farmaco che, a detta del papà, non era tra quelli conservati nella cassetta del pronto soccorso casalingo. Inoltre, tutti i medicinali presenti nell’appartamento, sempre secondo la testimonianza del genitore, sono collocati su uno scaffale posto in alto e quindi accessibile solo da un adulto.

I sospetti della famiglia si rivolgono immediatamente alla baby sitter.

Ha inizio un primo sopralluogo delle stanze. La Talavera (questo è il nome della baby sitter) dimora stabilmente in casa ed è nella sua camera che il papà trova un farmaco a base delle sostanza incriminata. In bagno, invece, viene riscontrata l’assenza di una siringa da una confezione, mentre in cucina, tra i rifiuti c’è un vasetto di yogurt vuoto e accuratamente lavato: una circostanza piuttosto insolita per un contenitore destinato ad essere utilizzato una sola volta prima di essere gettato via. Per una ricostruzione esaustiva bisognerà attendere gli sviluppi dell’istruttoria ma sarà comunque difficile acclarare i fatti. Ad eccezione dell’imputata, gli unici testimoni sono dei bambini che all’epoca della vicenda erano in età di favole e poppate e che comunque non potranno essere molto d’aiuto.

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