Auditel ferma la diffusione per 15 giorni. Si riapre la battaglia fra le tv: Mediaset e La7 sul piede di guerra COMMENTA  

Auditel ferma la diffusione per 15 giorni. Si riapre la battaglia fra le tv: Mediaset e La7 sul piede di guerra COMMENTA  

Schermi televisivi in un'immagine d'archivio. Stop alla diffusione dei dati di ascolto per due settimane da domani. E' quanto deciso dal cda di Auditel, dopo la divulgazione di alcuni nomi del panel, confermando che la società continuerà nella rilevazione dati, riservandoli alle emittenti. Nei prossimi mesi verrà sostituito l'attuale campione, che sarà allargato a 15.600 famiglie. ANSA/ DANIEL DAL ZENARO

Su una cosa sono tutti d’accordo: se salta l’Auditel salta tutto il mercato pubblicitario. Sul resto, però, le differenze ci sono e come. Perché se la Rai può contare sul canone e Sky ha gli abbonamenti, Mediaset e La7 ricavano dagli spot la maggior parte dei loro introiti. Distanze che sono emerse più che mai oggi quando il consiglio di amministrazione della società che si occupa della rilevazione degli ascolti si è riunito per prendere una decisione che non ha precedenti: stop alla diffusione pubblica dei dati per due settimane.


E’ questa la strada scelta per cercare di riparare all’enorme danno causato dall’invio di alcune e-mail che contenevano, in barba alla privacy, i riferimenti di posta elettronica di 4mila sulle 5.600 famiglie presenti nel panel dei rilevamenti. “Un errore umano” si è giustificata la Nielsen, società fornitrice del servizio. Ma la frittata è fatta. E non soltanto perché l’attuale campione dovrà necessariamente essere archiviato. La domanda è anche: come è possibile che quegli indirizzi fossero a disposizione di un dipendente senza essere crittati? La risposta non è irrilevante perché potrebbe gettare un’ombra anche sul futuro.


Alla fine, nella riunione del Cda di oggi, si è deciso per una soluzione ponte: l’alternativa allo stop di due settimane, infatti, era il blocco totale della diffusione dei dati fino a quando non fosse stato varato il nuovo panel. Sulla linea dura era soprattutto Sky, “abbiamo sollevato un problema di trasparenza e di responsabilità legale”, spiegano dall’emittente satellitare. A votare contro sono state, invece, La7 e Mediaset, quelle che possono ricavare maggiore danno da un turbamento del mercato pubblicitario. Dalle tv berlusconiane arrivano toni duri. La mancata diffusione dei dati Auditel – si legge in una nota – rappresenta “un vuoto grave per il mercato e soprattutto per gli investitori pubblicitari”, “Mediaset non può accettare una pausa superiore alle due settimane annunciate. In caso contrario, si vedrà costretta a ricercare ogni possibile e lecita soluzione al fine di dare certezza al mercato”. A favore di una pausa della pubblicazione (in quei giorni i dati saranno resi noti “alle sole emittenti per l’analisi dei palinsesti”) si sarebbe invece espressa la Rai. Il tema è stato affrontato anche nel corso del lungo consiglio di amministrazione di viale Mazzini che si è tenuto oggi: già ieri Campo Dall’Orto ne avrebbe discusso con i direttori di rete e oggi si sarebbe premurato di tenere informati i componenti del Cda su quanto stava avvenendo nella riunione a Milano.


Fautore della soluzione ponte è stata l’Upa (Utenti pubblicità associati), in pratica la componente più rappresentativa del mercato. “Abbiamo cercato di scegliere la strada più trasparente e più responsabile”, spiega il presidente Lorenzo Sassoli de Bianchi che, ad Huffington, dice di non avere timori di ripercussioni sul piano economico. “Sulla lunga – osserva – ne possiamo uscire rinnovati, da questa difficoltà possiamo emergere con ricerche più precise”. C’è però un problema di tempi. L’Upa ha richiesto che il rinnovamento del campione avvenga al massimo entro cinque mesi. In ballo, però, c’è anche la costituzione del cosiddetto super panel, composto da 15.600 famiglie. Il quale, tuttavia, difficilmente vedrà la luce prima dell’estate. La Nielsen, intanto, ha rassicurato che “ad oggi non risultano alterazioni dei dati” e che “continuerà a condurre specifiche analisi nel corso dei prossimi mesi per identificare immediatamente eventuali irregolarità”. In pratica, si cercherà di verificare se ci sono variazioni “sospette” nelle rilevazioni.

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Il Cda di Auditel si è aggiornato a fra due settimane: nel frattempo saranno acquisiti anche i pareri legali e domani ci sarà un incontro tecnico con l’Agcom. La partita, insomma, è tutt’altro che chiusa.

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