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Aumentati i laureati, ma sono precari e meno pagati

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Aumentati i laureati, ma sono precari e meno pagati

Oggi a Roma verrà presentato presso la sede degli editori Laterza uno studio della Fondazione Agnelli sui risultati della riforma “3+2” del sistema universitario italiano, a 12 anni dalla sua promulgazione ad opera del ministro Luigi Berlinguer: analizzando del MIUR i ricercatori hanno estrapolati dei chiarissimi trend, che evidenziano luci ed ombre della situazione dei laureati italiani pre e post provvedimento.

Per prima cosa si nota l’aumento del numero dei giovani italiani che hanno conseguito un diploma di laurea: questi sono passati da 161.000 nel 2000 a 208.000 nel 2010; da questo punto di vista la riforma ha sortito gli effetti sperati, allargando tra l’altro la base sociale dei soggetti e contribuendo a ridurre l’età media per arrivare al titolo completo, facendola scendere dai 28,4 di inizio millennio ai 27,3 del 2009.

Purtroppo emergono chiaramente altri due caratteri, che contraddistinguono i laureati della nuova generazione: questi sono precari in misura maggiore rispetto ai “vecchi” e conseguentemente guadagnano meno almeno all’inizio della carriera; tale trend può essere dovuto all’aumento dell’offerta di lavoratori qualificati, che ha portato a minore fatica da parte delle aziende nel cercare e trovare personale, oltre che a situazioni economiche congiunturali.

Un altro aspetto rilevante e non positivo è che, a differenza dei primi anni successivi alla riforma che hanno visto un picco nelle immatricolazioni, negli ultimi tempi il numero di nuovi iscritti nelle Università italiane sta avendo un andamento decrescente.

Fonte: Reuters Italia

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