Autismo e Tecnologia. La nuova “geek syndrome” COMMENTA  

Autismo e Tecnologia. La nuova “geek syndrome” COMMENTA  

 

 

 

 

Nel 2001 la rivista di tecnologia Wired ha coniato un nuovo termine:  “geek syndrome”. Il termine fù utilizzato per descrivere l’aumento incessante delle diagnosi d’autismo nei bambini della California’s Silicon Valley nei precendti dieci anni. Il termine geek, di origine anglosassone, sta ad  indicanre una persona affascinata dalla tecnologia. E’ spesso utilizzato per una persona con scarse capacità di socializzazione, spesso molto intelligente. È stato ipotizzato che molte di queste persone abbiano la Sindrome di Asperger, forma dello spettro acustico imparentata con l’autismo.


La relazione tra computer e autismo è indiscussa. Molti esperti di autismo concordano con Temple Grandin, professoressa associata dell’Università Statale del Colorado ed una delle personalità più famose nel mondo affette da autismo, la quale sostiene che senza il “dono dell’autismo” probabilmnete non ci sarebbero state industrie come la NASA e IT.  Tuttavia lo scorso Novembre, in una conferenza organizzata dalla  Research Autism, il pensiero della Grandin è stato preso in esame. La domanda posta è stata: i computers sono una maledizione o una benedizione per chi soffre di autismo? Richard Mills, direttore delle ricerche presso la conferenza ha detto che la risposta è complicata:

i computers hanno totalmente cambiato il mondo dell’autismo. Le cose sono istantanee e non regolamentate. Abbiamo molti vantaggi dalla tecnologia se maneggiata accuratamente, ma enormi insidie se avviene il contrario”. Mills ha anche aggiuto: ” dobbiamo procedere con cautela quando si tratta di autismo e tecnologia; molti genitori permettono che i loro figli autistici utilizzino i tanti pacchetti per pc non propriamente valutati,  destinati ad aiutare i bambini con problemi autistici a comunicare”.

La potenzialità del computer nell’aiutare un gruppo che lotta per comunicare e per socializzare nella vita reale è evidente. Il professore Simon Baron Cohen, direttore dell’ Autism Research Centre ha dichiarato: ” possimo utlizzare il computer per insegnare a riconoscere le emozioni e per semplificare la comunicazione, ma possiamo anche  rallentarla ulitizzando le email al posto della comunicazione faccia a faccia”. Cohen ha anche aggiunto che presentare le informazioni in modo visivo attraverso lo schermo di un computer è un modo per adattare la mente autistica a una piattaforma che può sviluppare ulteriori abilità.


Il rischio è che il computer stesso possa diventare ossessione e nei casi peggiori aggravare il disturbo dell’autismo. Infatti uno dei principali distrurbi causati da esso è l’ossessione per oggetti e l’ isolamento in una sorta di “mondo virtuale”. E’ importante quindi che i genitori procedano con cautela nell’utilizzo del computer da parte del bambino autistico, il quale deve essere tenuto sotto controllo e per un tempo limitato.


 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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