Autismo e vaccini: correlazione o bufale

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Autismo e vaccini: correlazione o bufale

Correlazione vaccino-autismo? Dopo lo studio scientifico fasullo e disonesto di Andrew Wakefield, i risultati sulla bufala della correlazione sono stati validati da diverse ricerche scientifiche e mediche di grande pregio

Nella storia della scienza medica si è sempre creduto che il vaccino fosse correlato con l’autismo: l’ipotesi che i vaccini (il trivalente, morbillo-parotite-rosolia) potessero essere correlati all’autismo nacque nel 1998, in seguito ad uno studio scientifico di un medico, Andrew Wakefield, che rivelò di aver trovato anticorpi del virus del morbillo nell’intestino di bambini autistici. In seguito alle indagini si scoprì che Wakefield aveva realizzato un falso: i dati erano di pura invenzione, le conclusioni erano state manipolate, i campioni ed esami erano stati falsificati. L’intera vicenda fu definita scandalosa: lo studio scientifico fu ritirato e Wakefield radiato dall’ordine dei medici e definito disonesto, insensibile ed immorale“.

Nonostante tutta la terribile e disonesta vicenda del Dottor Wakefield, l’ipotesi avanzata con il fasullo studio si diffuse in tutto il mondo, creando fobie e sospetti nei genitori che decidevano di vaccinare i propri piccoli. Negli anni successivi, ricercatori e i centri di studio scientifico hanno cercato di comprendere quale fisse la correlazione tra vaccino ed autismo. Gli studi scientifici più recenti mostrano come l’autismo risieda in alterazioni genetiche congenite e sono diversi i dati che validano questa ipotesi. La ricerca scientifica ha messo, con l’avanzare del tempo, in evidenza che non esiste alcuna correlazione tra vaccino ed autismo; in oltre 15 anni di studio non è stato trovato alcun minimo grado di correlazione tra vaccino e disturbi di tipo autistico, rivelandosi una vera e propria bufala. Ora una nuova ricerca scientifica condotta su ben 95.000 bambini ha accertato che il vaccino trivalente non è correlato ad un incremento del rischio di disturbi autistici: un esito della ricerca confortante dato che nel campione dei bambini vi erano soggetti a più alto rischio di avere in famiglia almeno un parente affetto da autismo. A pubblicare il lavoro di pregio clinico e scientifico è stata la rivista Jama.

Ecco i dati validati dallo studio sulla correlazione esistente o meno tra vaccino e autismo: Su 95.727 bambini inclusi nello studio, 1.929 (il 2%) avevano un fratello più grande con autismo.

Nel complesso 994 ragazzini, (l’1% del campione complessivo di 95.727 bambini) avevano ricevuto una diagnosi di autismo. Fra questi 134 (il 7%) bimbi con la patologia avevano un fratello già colpito, rispetto a 860 (0,9%) tra quelli con fratelli senza autismo.

Il tasso di vaccinazione per morbillo-parotite-rosolia (una o più dosi) per i bambini con fratelli non autistici era dell’84% (78.564) a 2 anni di età e del 92% (86.063) a 5 anni. Al contrario, i tassi di vaccinazione per i bambini con i fratelli più grandi autistici erano inferiori (73% all’età di 2 anni e 86% all’età di 5 anni). In definitiva, ricordano i ricercatori, l’analisi dei dati ha rivelato che il vaccino morbillo-parotite-rosolia non è associato a un aumentato rischio di autismo a qualsiasi età.

 

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