Avvocato tutore derubava i disabili e bambini orfani

Genova

Avvocato tutore derubava i disabili e bambini orfani

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Manipolazione psicofisica di un tutore di sostegno che derubava i suoi assistiti: disabili, orfani, minorenni con un passato difficile; vacilla la difesa

Nella trappola sono finiti anziani non autosufficienti, ragazzi disabili, e bambini orfani. Tutti loro confidavano fedelmente nell’aiuto attivo di Roberto Mina, avvocato e tutore amministrativo di sostegno. I giorni andavano avanti e Mina amministrava le finanze dei suoi “tutelati” con una passione e presenza apparentemente meritevole di fiducia.

L’avvocato manipolatore

Ignari tutti quanti. Ignari della grossa somma – almeno 700 mila euro -, che l’avvocato s’intascava. Un pubblico ufficiale, quindi, che su incarico del tribunale doveva esclusivamente amministrare le finanze dei suoi assistiti.

Così oltre al danno provocato a soggetti che, per loro situazione psicofisica sono indifesi, Mina ha tradito ampiamente il suo ruolo di tutore legale.

Un disabile manipolato, tra i tanti rappresentati dall’avvocato, chiede giustizia rappresentato dall’avvocato Michele Ispodamaia ma Mina risponde giustificandosi sulla eventualità di un equivoco dovuto al ritardo nella presentazione dei rendiconti. Al momento l’avvocato indagato è difeso dall’avvocato Romano Raimondo che dice: “Siamo in grado di documentare molte di quelle spese.

Come è stato possibile che negli anni nessuno si sia accorto che non venivano presentati rendiconti?”.

L’indagine ha preso luce dal momento che un ragazzo disabile è stato derubato dei suoi averi – ben tre appartamenti liquidati in pochi mesi senza che sul conto vi fosse traccia -. I parenti del disabile, appurato della greve perdita, hanno iniziato a fare ricerche e immancabilmente sono risaliti a Mina. Di quelle compravendite l’avvocato non aveva avvisato nessuno ma lui continua a negare dicendo: “Nessun illecito, non ho intascato nulla, semplicemente sono stato poco preciso peccando di ingenuità nell’andare oltre i mie compiti di routine”. Per questo, Mina è andato ai domiciliari per inquinamento probatorio.

Inoltre, l’indagine ha condotto all’ennesima vittima di manipolazione ovvero ai danni di minorenni orfani di genitori. Un inquirente del caso ha voluto sottolineare la vergognosa opera di truffa nei confronti di persone già provate dalla vita, e ha detto: “Per alcuni di questi ragazzi è davvero difficile proiettarsi in un futuro roseo.

Per questo è triste pensare che Mina abbia approfittato addirittura di bambini orfani di padre e di madre”.

In questi giorni molte delle vittime coinvolte hanno annunciato la costituzione di parte civile ed è molto probabile che possa richiedere un giusto risarcimento al ministero.

La prova del reato è schiacciante per Mina anche perché ha utilizzato personalmente il bancomat di molti assistiti con un prelievo costante anche fino alla fine. Ossia, nei giorni in cui gli è stato revocato il mandato.

Comportamenti questi che hanno convinto facilmente i giudici a non credere alla versione difensiva dell’avvocato di Mina.

L’amministratore di sostegno

L’amministratore di sostegno è un pubblico ufficiale nominato dal tribunale o dal tribunale dei Minori. Lo sceglie preferibilmente l’interessato, in previsione della propria eventuale futura incapacità, mediante atto pubblico o scrittura privata autenticata se la scelta non è stata effettuata. Oppure nel momento in cui il giudice ritiene, in presenza di gravi motivi, che si debba scegliere una persona diversa da quella indicata; la scelta è rimessa al giudice tutelare.

E’ molto importante sottolineate che non possono ricoprire le funzioni di amministratore di sostegno gli operatori dei servizi pubblici o privati che hanno in cura o in carico il beneficiario.

Mina lavorava come avvocato penalista ma negli ultimi tempi si è dedicato sempre di più all’attività di amministratore di sostegno poiché era tenuto in considerazione massima dal tribunale.

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