Baggio si confessa al 'Corriere' e lancia un appello a Balotelli: 'Ora è il momento di fare il salto di qualità'
Baggio si confessa al ‘Corriere’ e lancia un appello a Balotelli: ‘Ora è il momento di fare il salto di qualità’
Calcio

Baggio si confessa al ‘Corriere’ e lancia un appello a Balotelli: ‘Ora è il momento di fare il salto di qualità’

Walter Veltroni, ex segretario dell’allora Pds, oggi Pd, da alcuni mesi cura una rubrica per conto del Corriere dello Sport, nella quale intervista i protagonisti dello Sport, che si confessano ‘a tutto campo’, regalando aneddoti e retroscena sulle proprie attività agonistiche.

Nel week end, Veltroni, ha intervistato l’ex fuoriclasse della nazionale Roberto Baggio, che ha parlato del proprio calvario dopo l’infortunio che mise a rischio la carriera, e della sua vita dopo essersi ritirato dall’attività agonistica. Quando da giovane, dopo le sue gesta con la maglia del Vicenza, i giornalisti ‘parlavano di me come un fenomeno, la realtà si incaricò di farmi tornare a terra, anzi per terra, dove finii per aver messo male la gamba. Lasciai su quel campo menisco e crociato. I professori che guardavano il mio ginocchio scuotevano la testa e dicevano che era molto difficile che io tornassi a giocare al calcio’.

Non fu facile per Baggio tornare al calcio agonistico: ‘Erano anni in cui un menisco era una cosa drammatica, ora si fa quasi di routine.

Io ho avuto interventi molto pesanti, molto invasivi. Ogni volta precipitavo in un tunnel. Ma non ho mai rinunciato a cercare la luce per uscirne’.

Baggio ha parlato anche del suo complicato rapporto con gli allenatori: ‘ La verità è che ho sempre avuto un rapporto meraviglioso con i tifosi. Questo dava fastidio. Erano altri tempi. Allora bastava far uscire una notizia per rovinare l’immagine di un calciatore. Ora è tutto più trasparente. Ti puoi difendere. Io ero uno che non amava apparire e parlare. Non era arroganza, ma umiltà. Non cercavo di essere al centro dell’attenzione. Anche perché gli altri mi ci mettevano comunque…’.

Il ‘dramma’ sportivo del rigore sbagliato nella finale mondiale contro il Brasile del 1994, calciato alle stelle ancora lo perseguita: ‘Mi sono sentito morire. Ho pensato alla reazione della nostra gente a casa. E’ stato difficile. Ancora adesso non l’ho accettato. Sono stato io a mandare in tribuna l’Happy end del mio sogno, che in quel momento era quello di tutti gli italiani.

Mi dispiace ancora oggi’.

Baggio ha anche parlato di Balotelli, e della sua strana parabola sportiva, che lo ha portato alle stelle per poi riportarlo a terra, tra insulti e critiche aspre: ‘Mi piacerebbe parlare un po con lui. Ormai lui è alla penultima spiaggia. Se non fa un salto adesso è un problema. Poi puoi avere solo dei rimpianti. Per me è uno dei giocatori più forti nel panorama mondiale. Ma sembra voler dare agli altri l’idea di quello che forse non è’.

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