Balduzzi in visita: Casale Monferrato rinuncia al “risarcimento Eternit” COMMENTA  

Balduzzi in visita: Casale Monferrato rinuncia al “risarcimento Eternit” COMMENTA  

A Casale Monferrato, Alessandria, l’anno nuovo inizia con un avvenimento molto significativo per gli abitanti, il sindaco Giorgio Demezzi, e per le associazioni delle famiglie delle vittime dei tumori causati dalle polveri di amianto.

Sì, perchè il ministro Renato Balduzzi il primo dell’anno è stato in visita a Casale, incontrando il sindaco e promettendo aiuti ai cittadini piemontesi, come a tutte le popolazioni nazionali colpite dagli effetti dell’amianto.

Che si trattasse di un materiale altamente cancerogeno è noto ormai dagli anni ’60, così com’è noto anche che i tumori causati dalle fibre di amianto si manifestino tardivamente: il mesotelioma pleurico e l’asbestosi hanno un periodo di incubazione lungo fino a 30 anni.

Anche lo “scandalo” Eternit, ditta produttrice dell’omonimo marchio di cemento-amianto, è divenuto tristemente famoso; infatti lo scorso dicembre si è sentito molto parlare dell’offerta da parte di uno degli imputati del processo Eternit, di oltre 18 milioni di euro come risarcimento al Comune di Casale per le vittime dell’amianto.

Certo, il “risarcimento” al Comune sarebbe stato impiegato per opere di bonifica del territorio, per dare sostegno alle famiglie delle vittime e per contribuire alla ricerca medica; ed in cambio la città di Casale Monferrato, si sarebbe impegnata a ritirare e a intraprendere in futuro qualsiasi azione legale.

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Accordo che non ha di certo riscosso il favore di tutti i cittadini.

Sicuramente dunque, l’incontro con il Ministro della Salute è stato decisivo, in quanto il sindaco ha deciso di declinare l’offerta da parte di Eternit, commentando di essere molto fiducioso e “di poter contare sull’intervento concreto e rapido dello Stato, per un percorso strutturato di risanamento ambientale e di forte impulso alla ricercaal fine di risolvere la grave criticità legata all’amianto che vede protagonista Casale Monferrato. È questo elemento, in primis, che può effettivamente gettare una luce nuova sulla nostra comunità e che può creare le condizioni e le premesse per rinunciare, oggi, al risarcimento proposto da uno dei due imputati nel processo Eternit”.


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