Bambini usati come corrieri della droga

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Bambini usati come corrieri della droga

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Bambina di 11 anni usata come corriere della droga dal Perù a Malpensa con 2kg di cocaina

Uno degli ultimi espedienti del narcotraffico internazionale è quello di servirsi di bambini, anche in tenera età, come corrieri della droga: è ciò che è accaduto ad una bambina di undici anni che imbarcata da sola sulla linea aerea che collega Lima (Perù) all’aeroporto di Malpensa, Milano, con scalo a Madrid, è stata utilizzata squallidamente, incosapevolmente per il trasporto illegale di sostanza stupefacente: son stati rivenuti per l’appunto,due chili e mezzo di cocaina purissima dentro a degli oggetti di artigianato peruviano nascosti nel bagagliaio da stiva, oggetti in legno, quadri in stoffa dal contenuto sacro e una madonnina in ceramica. I controlli delle Fiamme Gialle sono avvenuti direttamente sul nastro trasportatore e nello zainetto, facendo attenzione a non creare turbative psicologiche alla minore.

A far insospettire i militari e a far scattare il campanello d’ allarme è stato il fatto di rinvenire sulle liste dei passeggeri una bambina che viaggiava senza essere accompagnata dai familiari e con un bagaglio molto grande per lei: la piccola era ignara e inconsapevole di tutto! L’operazione è stata condotta di concerto con i Finanzieri dell’ Agenzia delle Dogane che hanno ordinato i dovuti controlli; la droga è stata giustamente sequestrata.

La bambina è stata affidata, secondo le disposizioni del Tribunale dei minori di Milano, alla madre che l’attendeva alla sala arrivi dell’aeroporto Varesino e che è stata ritenuta da parte del pm Maria Saracino senza carichi penali pendenti; sono ora in corso delle indagini per accertare la destinazione della partita di droga.

Si rendono doverose opportune riflessioni sul traffico illegale degli stupefacenti che non risparmia più neanche i bambini più piccoli, diventati della vere e proprie cavie umane, “muli” appunto, “pony express“, corrieri utilizzati per l’arricchimento di persone senza scrupoli che, per lauti e sporchi guadagni sono disposti a fare “qualsiasi cosa” . Fino ad ora non si era mai ravvisato un utilizzo sistematico dei bambini:assistiamo inermi ad un fatto umano orribile.

Rimaniamo disarmati ed increduli di fronte ad un fenomeno sociale che possiamo definire di “infanzia rapita”, violata da una criminalità senza scrupoli, pronta a trasferire su bambini innocenti in maniera deplorevole i rischi delle conseguenze giudiziarie dei loro crimini, tentando di eludere in primis i controlli, e le dovute ricadute penali.

E’ un quadro agghiacciante che si compie con la complicità delle famiglie.

Si ravvisa in queste “infanzie rubate” il reato di abuso su minori, una violenza psicofisica feroce che giunge alla costrizione di creature indifese, che provenendo da famiglie molto povere sono obbligate a contribuire al bilancio familiare venendo reclutate dalle mafie; così il crimine diventa l’unica via di sbocco o di pseudo salvezza. Il più delle volte questi bambini sono inconsapevoli della loro nefasta missione: non possiamo che condannare in maniera assoluta simili vicende e provare pena mista commiserazione per un’infanzia che non esiste più, che non è piu’ permessa, arruolata nel crimine e profanata nella sua anima e intima essenza.

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