Banca BNL nella bufera: citazioni a giudizio per l’uso dei derivati

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Banca BNL nella bufera: citazioni a giudizio per l’uso dei derivati

Vertici della Banca Nazionale del Lavoro nella bufera, citati a giudizio per il reato di truffa a danno di clienti dell’istituto.

Il magistrato Michele Ruggiero della Procura di Trani, a conclusione delle indagini svolte, ha chiesto il rinvio a giudizio per il Presidente della Banca Nazionale del Lavoro, Luigi Abete (fratello di Giancarlo, ex presidente FIGC), per l’ex vicepresidente Sergio Erede e per altri 11 dirigenti e funzionari dell’istituto. L’accusa è di aver fatto sottoscrivere ai clienti contratti basati sui derivati, ovvero i titoli il cui valore si basa sul valore di un altro titolo, che avrebbero ingenerato guadagni per la banca e perdite per i clienti.

Il PM Ruggiero sostiene che la banca, spingendo i clienti alla sottoscrizione dei contratti sui derivati al fine di trasformare dei finanziamenti a tasso variabile in finanziamenti a tasso fisso, abbia causato loro, in realtà, perdite ingenti (si parla, in un caso, di 600 mila euro). Mancato rispetto delle vigenti leggi che regolamentano l’uso e la vendita di strumenti finanziari derivati, quindi, da parte dell’istituto, e, da qui, l’accusa di truffa.

Per contro, “BNL ribadisce la correttezza e linearità dei comportamenti tenuti dai propri esponenti coinvolti”, come da comunicato ufficiale, asserendo anche che “il contratto derivato stipulato non aveva alcuna funzione speculativa ma era di copertura di un finanziamento di 3 milioni di euro a tasso variabile ed ha permesso al cliente di trasformare il suo indebitamento da tasso variabile in tasso fisso ad un costo più basso di un equivalente tasso fisso di mercato pro tempore”.

L’inizio del processo è fissato per i primi di dicembre.

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