Banca Etruria, il ministro Boschi deve dimettersi

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Banca Etruria, il ministro Boschi deve dimettersi

Il ministro Maria Elena Boschi deve dimettersi. Lo ha detto Roberto Saviano, scrittore e giornalista, nel corso di un video messaggio su Repubblica TV.

Maria Elena Boschi, proprio lei, la ministra bella, la numero uno fra i riformisti italiani, l’unica italiana, anzi, ad essere considerata fra le persone che più stanno cambiando il volto dell’Europa, almeno stando ad alcune recenti classifiche. La Boschi dovrebbe dimettersi, “il governo” ha detto Saviano, “non doveva occuparsi della banca (la Banca Popolare dell’Etruria, ndr), oppure deve chiedere al ministro di dimettersi”. In questo caso, “una struttura politica ha compiuto l’ennesimo atto autoritario”.

Riferendosi alla nota vicenda del cosiddetto “salva banche” e alla connessa tragedia del pensionato cliente della Banca Etruria e perciò suicida, Saviano ha evidenziato che “questo governo deve essere criticato con lo stesso rigore con cui abbiamo criticato il governo Berlusconi”, ricordando che “per molto meno siamo scesi in piazza” e che “non possiamo introiettare l’accusa di disfattismo con cui Renzi reagisce alle critiche”.

Se la ministra Boschi resterà al suo posto “è solo perché questo è il paese del conflitto di interessi” ha concluso Saviano.

Il legame fra la Banca Popolare dell’Etruria e il ministro Maria Elena Boschi è molto stretto, dal momento che il padre di quest’ultima, Pier Luigi, è stato l’ultimo presidente dell’istituto, prima della procedura di commissariamento (febbraio 2015). Il fratello della Boschi, poi, è stato a lungo dipendente della Banca e, secondo alcuni, la ministra stessa è rimasta in possesso di circa mille e cinquecento azioni fino a non molto tempo fa, quando ha deciso di disfarsene. Vero o meno che sia quest’ultimo dettaglio, resta il discorso sollevato da Roberto Saviano circa il conflitto di interessi e la figura stessa, tanto decantata, di Maria Elena Boschi, sempre dipinta come la giovane che ce l’ha fatta con le sue sole forze, senza aiutini, senza spintarelle, senza raccomandazioni. L’importante è intendersi sui termini: se il conflitto di interessi riguarda tutti quei casi in cui un politico possa decidere di questioni economiche dalle quali può dipendere un proprio vantaggio o svantaggio, allora sì, quello della ministra Maria Elena Boschi è un caso di conflitto di interessi.

Invece, se per ‘giovane che ce l’ha fatta senza alcun aiuto’ ci si riferisce alla vicenda di qualcuno che è arrivato ai vertici del potere politico partendo da una situazione familiare e economica comune, si parla – è evidente – di fantascienza, e non di politica italiana.

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