Banconote italiane rare e preziose COMMENTA  

Banconote italiane rare e preziose COMMENTA  

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Come si fa a riconoscere una banconota rara che vale da una che invece non ha un “valore aggiunto”? I collezionisti lo sanno bene: ci sono banconote che presentano alcuni piccoli difetti di stampa o nella filigrana che con il tempo sono diventate preziose (perché rare) e per chi le acquista rappresentano un vero e proprio investimento.


Proprio su alcuni siti di collezionisti sono stati riportati i modelli di banconote italiani rari (e che quindi valgono una fortuna). Nell’elenco figura una banconota da 50 euro il cui filo di sicurezza non riporta la scritta “50 euro” come dovrebbe, ma per errore ne utilizza una della banconota da 100 euro. Questo difettuccio conferisce alla banconota un valore che va dai 350 euro in su. Gli esemplari ancora in circolazione sono pochissimi, poiché la Banca d’Italia ha subito provveduto a ritirarli. Le banconote rare del vecchio conio possono presentare errori di stampa, tagli sbagliati e numeri di serie errati.


Ad esempio si possono trovare le 500 lire con la doppia stampa fronte/retro, o le vecchie mille lire con un taglio irregolare. Mentre le prime possono arrivare ad avere un valore fino a 150 euro, le seconde possono essere acquistate anche a trecento euro. Per esemplari rari che presentano errori di inchiostro,di taglio o di stampa in genere come le 10 mila lire (con l’effige di Alessandro Volta) o le vecchie 2 mila lire (con lo scienziato Galileo Galilei) i collezionisti arrivano a sborsare anche 150 euro.


Alcune banconote da 5 euro con particolari numeri di serie possono avere il valore di 100 euro: per essere considerate rare il numero di serie deve essere in FDS, cioè in “fior di stampa” (ossia completamente integre e in condizioni perfette).

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