Barcellona, la sfida al mondo della Catalogna secessionista COMMENTA  

Barcellona, la sfida al mondo della Catalogna secessionista COMMENTA  

Sarà domenica prossima il giorno in cui il popolo catalano dovrà andare alle urne per votare per il suo futuro.
Il calendario politico dice che sono in programma delle comunissime elezioni regionali, ma il presidente uscente Artur Mas ha trasformato la consultazione in un vero e proprio referendum per l’indipendenza della Catalogna dalla Spagna e il clima si è via via surriscaldato, fino a diventare incandescente.

I vessilli giallo rossi della Catalogna sventolavano numerosi per le vie di Barcellona lo scorso 11 settembre e, al momento, i sondaggi prospettano per la coalizione secessionista Junts pel Sí (Convergencia di Artur Mas, più Esquerra Republicana) la maggioranza assoluta.

Il governo centrale spagnolo non ha autorizzato alcun referendum (a differenza di quanto fece invece a suo tempo quello britannico con la Scozia), né lo autorizza in questo momento: ne ha preso atto, lo accetta, così come, gioco forza, dovrà accettarne l’esito.

Se dovessero vincere gli indipendentisti, il programma di Artur Mas è quello di staccarsi da Madrid in un anno e mezzo circa, dando vita allo stato indipendente di Catalogna e, quindi, cancellando la Spagna attuale.

L'articolo prosegue subito dopo

Rajoy, forse debole in quanto a motivazioni basate sull’esigenza di unità del paese, può però contare su un ampio supporto basato su forze che – non lo si può proprio negare – nulla hanno a che fare con la politica interna spagnola.
In primo luogo la Commissione Europea, che ha chiarito che “se una regione cessa di far parte di uno Stato membro, i trattati non si applicheranno più su quel territorio”, paventando così quanto difficile possa essere la vita di una ipotetica neonata Catalogna, che dovrebbe ricostruire per intero il sistema degli accordi commerciali.
Contro l’indipendenza si sono espressi Angela Merkel e David Cameron, nonché il presidente USA Barack Obama, che, in un recentissimo incontro con il re di Spagna, ha auspicato, per il futuro, una “Spagna forte e unita”.
Si sono allacciate alla minaccia UE anche le associazioni delle banche spagnole, comprese quelle catalane come il Banco Sabadell e La Caixa, che, in un comunicato ufficiale, hanno definito quella attuale (e a maggior ragione una eventuale futura) come “una situazione che crea gravi problemi” e che obbliga “a riconsiderare la presenza in Catalogna”.
Il commento che arriva dagli indipendentisti è ben riassunto dalle parole del responsabile comunicazione del governo catalano, Jaume Clotet: “hanno già rinunciato a vincere le elezioni” ha detto riferendosi agli avversari madrileni “e allora le tentano tutte. Dopo Obama gli resta solo da coinvolgere il Papa”.
Sullo sfondo, intanto, Artur Mas tuona deciso: “Catalani, il vostro voto vale di più dei poteri forti”.
Non è improbabile, stando alla situazione attuale, che le prossime elezioni sanciscano la vittoria del fronte indipendentista, ma ciò potrebbe non per forza di cose trasformarsi in una vera e propria secessione.
Le minacce UE e quelle provenienti dal fronte bancario, infatti, per quanto inopportune, per certi versi, perché dovrebbe essere l’autodeterminazione il principio base cui commisurare l’organizzazione economica, e non viceversa, sono reali e non possono essere sottovalutate. Improbabile che uno come Artur Mas scelga di trascinare il popolo catalano in una lotta contro tutto e tutti e caratterizzata da possibilità di vittoria non certo elevate. Improbabile, soprattutto, perché potrebbe trovare il modo politico di far valere il peso di una eventuale vittoria elettorale, imponendo a Madrid nuove condizioni per mantenere la Catalogna all’interno della Spagna.

Leggi anche

3 Trackback & Pingback

  1. Barcellona, la sfida al mondo della Catalogna secessionista | Ultime Notizie Blog
  2. El 27-S a la premsa internacional | LlibertatperCatalunya.cat
  3. Recull de la premsa internacional sobre el 27S | Assemblea Nacional Catalana - VALLÈS OCCIDENTAL

Lascia un commento

L'indirizzo email non sarà pubblicato.


*