Bari approva “open data”, aprendo i dati dell’amministrazione a tutti COMMENTA  

Bari approva “open data”, aprendo i dati dell’amministrazione a tutti COMMENTA  

Meno barriere e maggiore trasparenza, pulizia da troppi freni e barriere elettroniche, almeno per quanto riguarda i dati che dovrebbero essere di pubblico dominio. Tutto grazie all’aumento di  trasparenza e  di semplificazione contenuto in open data, un formato aperto attraverso il quale una vasta mole di informazioni diventa accessibili in rete, senza il rischio di controlli o restrizioni.


L’open data era in cantiere dallo scorso anno quando una delibera riguardante  la decisione di rendere i dati trattabili da tutti veniva approva a fine agosto.


Ma di cosa si tratta esattamente?

Entro l’estate lo scopriremo a tutti gli effetti, perché solo tra pochi mesi i comuni pubblicheranno i primi database sul sito http://dati.comune.bari.it  contenti svariati dati che potranno essere riutilizzati.


I dati pubblici sono della comunità. In linea con questo assunto potranno essere diffusi  dati grezzi attraverso internet in formati elettronici compatibili. La cessione dei dati avviene attraverso un sistema di licenze creative Commons CC0. Queste operazioni non prevedono oneri di spesa.

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Se l’open data verrà organizzato a dovere, questo provvedimento è destinato a cambiare l’attuale sistema di interfaccia tra pubbliche amministrazioni e cittadini. Rendendo i dati trasparenti, potremo controllare i conti di ogni comune pugliese, sapere quanto spende attualmente  il comune, conoscere i bilanci in cui convogliano i soldi di tutti i cittadini. Oltre a database che raggruppano informazioni demografiche e statistiche e cartografiche.

I dati dell’amministrazione sono finanziati da denaro pubblico, devono quindi ritornare ai contribuenti sotto forma di dati aperti, trasparenti, universali.

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