Bari, il sindaco torna a parlare di fallimento pilotato

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Bari, il sindaco torna a parlare di fallimento pilotato

Il messaggio è arrivato forte e chiaro, e non si discosta particolarmente da quelli già noti da tempo. Il sindaco di Bari Michele Emiliano è tornato a pronunciarsi sulla delicatissima situazione della squadra della sua città, che ora rischia di essere sepolta pure dalla bufera del calcioscommesse, che sembra capace di mettere in discussione quasi un terzo dello scorso campionato dei galletti, già umiliante sul campo ma ora pure coperto dall’onta di truffe plurime. E mentre la squadra non può che risentirne sul campo, con la bassa classifica che torna ad essere non troppo lontana, nella tifoseria biancorossa regna il pessimismo misto a rabbia, anche se non manca chi ritiene la gestione Matarrese colpevole anche di aver fatto cadere in tentazione parte della rosa della scorsa stagione, senza stipendi e quindi dedita al malaffare. Di tutto questo Emiliano non si preoccupa, o meglio in cuor suo il sindaco ha idee ben precise che ha ribadito anche mercoledì nell’ennesimo appello pubblico per la salvezza del Bari.

Tra venti giorni infatti scadrà il termine per i pagamenti di stipendi e contributi del secondo semestre del 2012 ma nulla si muove in società: dopo il fallimento della trattativa con la Meleam è nuovamente calato il gelo ed una nuova penalizzazione potrebbe avere effetti devastanti sulla squadra. Ecco quindi tornare alla ribalta l’incubo del fallimento. Ammesso che di incubo si tratti perché Emiliano non ha paura di parlare nuovamente del lupo come di un mostro non così cattivo. In altre parole, meglio un fallimento pilotato che una lenta agonia. Un dibattito aperto da mesi nel cuore della tifoseria ma l’argomento è pur sempre scottante. “Troppe incognite scoraggiano gli eventuali acquirenti e danno ai venditori l’impressione che qualcuno voglia approfittare della situazione, per spuntare un prezzo troppo basso – ha detto Emiliano. Tanto vale chiedere a questo punto l’intervento del giudice fallimentare: è molto meglio un fallimento pilotato e controllare la procedura fallimentare, anziché subirla”.

Parole chiare cui il sindaco fa seguire l’immancabile allusione al San Nicola, sempre più cattedrale nel deserto e bisognoso di una riqualifica visti “i costi di manutenzione altissimi“. “La città non può più farsi carico di una struttura utilizzata dai privati solo pochi giorni all’anno ed il Comune vuole fare del San Nicola un complesso alla stregua dei grandi stadi nel resto del mondo”. Uno zuccherino per non urtare la sensibilità dei tifosi nostalgici, attaccati al vecchio stemma sociale ed a cento anni di storia: “La dichiarazione di fallimento, successiva all’istanza proposta dall’Amministratore Unico, non comporta automaticamente la scomparsa della squadra di calcio dal campionato di serie B”. Tutto vero, a patto però che venga conservato il titolo sportivo: perché questo succeda, dopo l’eventuale fallimento, dovrà concretizzarsi un interesse vero e tangibile per evitare la caduta nei dilettanti. Quell’interesse che finora è sempre mancato oppure, come sostengono in molti, che è stato messo in fuga dalle richieste di Matarrese. Il tempo stringe: il sindaco ha preso posizione. Che sia questa la strada migliore per rinascere?

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